Non vogliono passare per assassini, per autorità che si sono avvalse del loro potere per uccidere un cane e sopprimerne un altro a breve, ma difendono a spada tratta le loro ragioni in nome della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini.
Paolo Madrucci, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl 9, Maurizio Bizzarri, sindaco di Scarlino, e Lidia Bai, primo cittadino di Massa Marittima, spiegano le ragioni per cui sono stati adottati questi provvedimenti: il primo in merito ad Argo, un pastore maremmano, già sottoposto ad eutanasia, e il secondo per Zorro, un dogo argentino, al momento ospite del canile “Il Martellino” di Follonica, in attesa di essere soppresso.
“Date le polemiche sollevate in modo avventato dall’opinione pubblica e dalle associazioni ambientaliste, vogliamo puntualizzare gli ambiti formali e sostanziali che hanno portato a questi provvedimenti – spiega Madrucci -. Va sottolineato che l’ordinanza emanata dal sindaco Bizzarri per l’eutanasia di Argo non è la prima in provincia di Grosseto, perché in passato ce ne sono già state altre”.
“Questi provvedimenti sono disciplinati da una specifica legge regionale (la 59 del 2009, ndr), che consente l’uccisione di animali di fronte ad una giusta causa – continua Madrucci –: per finalità alimentari da parte dell’uomo, se sono nocivi alla salute, come nel caso dei ratti o dei piccioni, o se costituiscono un rischio per la sicurezza della collettività. La normativa in questione stabilisce anche che venga percorso un particolare iter prima di giungere all’estrema soluzione dell’eutanasia: una commissione ad hoc, composta da tre veterinari della Asl tra cui un comportamentalista, certifica la pericolosità di un animale, dichiarando la sua irrecuperabilità”.
“Nel caso del cane di Scarlino – sottolinea il direttore del Dipartimento di prevenzione –, sono state fatte delle valutazioni sul suo comportamento a distanza di tempo l’una dall’altra e tutte ne hanno accertato la sua pericolosità. Nel giro di pochi mesi, il pastore maremmano ha aggredito più persone, procurando loro profonde ferite con una prognosi di guarigione di oltre 60 giorni. Quando la commissione valuta il comportamento aggressivo di un cane, prende in esame diversi ambiti: la tipologia di lesioni causate alle vittime, quante volte e in che modo ha attaccato le persone, il parere di altri veterinari e la valutazione di come l’animale reagisce se rinchiuso in un canile. Dopo tutte queste valutazioni, si può stabilire se un cane è pericoloso oppure no e quello di Scarlino lo era. Per questo, il sindaco Bizzarri ha emesso l’ordinanza e anche il padrone dell’animale era d’accordo sulla sua soppressione perché era stato costretto a rinchiuderlo in un canile, dato che non riusciva più a tenerlo sotto controllo”.
“Per quanto riguarda il dogo argentino – continua Madrucci -, bisogna sottolineare che il cane ha mandato in ospedale più persone: un giovane è stata vittima di lesioni permanenti, mentre il padre del padrone è stato morso con ferocia ad un braccio e solamente la bravura dei medici del Cto di Firenze ha scongiurato l’amputazione dell’arto. Dopo quest’aggressione, l’animale è stato rinchiuso per una notte dentro una stanzino e tenuto sotto controllo da un carabiniere armato di pistola affinchè non creasse altri pericoli”.
“L’eutanasia purtroppo è inevitabile – conclude Madrucci – in quelle situazioni in cui il cane è davvero pericoloso per l’incolumità pubblica. Anche nel caso in cui restasse chiuso in una gabbia del canile, la sua aggressività non si ridurrrebbe, anzi, tenderebbe ad aumentare sempre di più. Chi pensa che le soppressioni siano un atto criminale e ingiustificato, discredita tutto il lavoro della Asl per tentare di recuperare fino all’ultimo l’animale”.
“Non mi va di passare per un criminale – spiega Maurizio Bizzarri –. Ho seguito personalmente il caso del pastore maremmano, a partire da maggio, mentre lo scorso agosto ho visitato il cane nella struttura del Martellino. Dopo la seconda valutazione, i veterinari della Asl mi hanno assicurato che era necessario fare un’ordinanza perché l’animale poteva nuocere seriamente all’incolumità pubblica. Era in preda ad attacchi epilettici che lo rendevano ancora più aggressivo e, inoltre, i suoi padroni non riuscivano più a mettergli il collare. Per questo, ho semplicemente messo in atto il mio dovere di sindaco e ho firmato il provvedimento, anche se con grande e sincera sofferenza”.
“Adesso mi aspetto una denuncia della Lav – conclude il sindaco di Scarlino –, ma sono pronto a fare una contro querela verso Giacomo Bottinelli per calunnia”.
“Dopo che il cane di Massa ha compiuto la prima aggressione, ho firmato un’ordinanza in cui si prescriveva che l’animale dovesse stare confinato in uno spazio ben delimitato e, nel caso fosse portato fuori, i padroni avrebbero dovuto tenerlo al guinzaglio e mettergli la museruola – dichiara Lidia Bai -. I proprietari però non si sono attenuti a queste disposizioni e il cane ha di nuovo aggredito un amico del padrone, provocandogli una ferita profonda all’avambraccio. Per questo, l’animale è stato rinchiuso nel canile”.
“Fra l’altro – spiega il sindaco di Massa Marittima –, il cane è stato visitato anche da veterinari privati che, come la commissione della Asl, lo hanno giudicato irrecuperabile dal punto di vista comportamentale. In qualità di sindaco, devo attenermi alle disposizioni della Asl e quindi dovrò firmare l’ordinanza per la soppressione. Voglio comunque sottolineare che il nostro Comune investe circa 100mila euro all’anno per combattere il randagismo, quasi quanto spende per il sociale, e che quindi l’abbattimento del dogo argentino è solamente una soluzione estrema di un caso irrisolvibile”.
Nella foto in alto, da sinistra verso destra: Lidia Bai, Maurizio Bizzarri, Paolo Madrucci


1 commento
Rimane il fatto che persone intelligenti che ricoprono posti importanti dove la saggezza, l’equilibrio, devono dominare, si sentono degli onnipotenti . A me hanno detto, che loro hanno detto che.. Nella foto manca il 4° infallibile, ma nasce tra pochi giorni. Comunque un augurio, :” Vi auguro di essere svegliati la notte da cani che abbaiano o che vi leccano i piedi.” Claudio