Home GrossetoPolitica GrossetoScelta Civica Grosseto scrive a Mario Monti: “C’è bisogno di sobrietà e rigore nella vita politica”

Scelta Civica Grosseto scrive a Mario Monti: “C’è bisogno di sobrietà e rigore nella vita politica”

di Redazione
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Scelta Civica Grosseto, tramite il coordinatore provinciale Pietro Merlini, ha scritto una lettera aperta a Mario Monti, presidente di questo movimento politico.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Caro Presidente

nei prossimi giorni, durante una conferenza stampa, presenteremo a Grosseto tutti i componenti che hanno aderito a Scelta Civica e che mi affiancheranno nel difficile ruolo di Coordinatore provinciale.

Trattasi di persone che vengono dal mondo delle professioni , della cultura e del volontariato.

Altri vengono anche da esperienze politiche precedenti, personaggi di spicco della società grossetana, che stanchi della politica dei continui rinvii, delle promesse non mantenute, della continua litigiosità, della ricerca di continui compromessi, delle bugie quotidianamente urlate, hanno preferito staccarsi dal mondo dei partiti tradizionali, approdando a Scelta Civica.

Essi vedono in Lei e nel Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come alcuni dei pochi personaggi credibili, che oggi lavorano per avere un’Italia politicamente stabile, unita, forte e rispettata nel mondo.

Un’Italia che lavora, un’Italia che produce, la vecchia e tanto rimpianta Italia degli anni ‘60, quella del boom economico, in parole povere quella che durante il suo Governo parecchi chiamavano l’Italia del fare.

Con una nutrita delegazione ho partecipato ai lavori svoltesi durante la festa nazionale svoltasi a Caorle, per la quale rinnovo i complimenti a Lei ed allo staff che ha curato l’organizzazione, così come ho apprezzato molto anche la due giorni di Gardone sul Garda.

Non ho potuto fare a meno di notare che a Caorle Lei partecipava a tutti i dibattiti, mettendosi come uno qualunque in ultima fila, ma attento a prendere continui appunti ed i cui risultati si notavano, eccome, nei suoi interventi giornalieri nella piazza antistante.

Proprio per questo ed essendomi da poco avvicinato alla politica attiva, cerco di esprimere alcune sensazioni che vengano direttamente vissute dalla gente comune, sensazioni e riflessioni che difficilmente vengano captate e discusse a certi livelli.

Penso che non sfugga più a nessuno che le istituzioni, dal Governo al Parlamento, dalle parti sociali alle istituzioni locali, sino agli stessi partiti, stanno oramai vivendo una situazione di precarietà e di impotenza cui sembra non si riesca più a trovare seri rimedi.

Gli stessi accorati e continui appelli, fatti dal Capo dello Stato, con continui richiami al senso di responsabilità ed a tutela della dignità, dell’onore e del prestigio del nostro Paese, cadono nel vuoto e nella continua e totale indifferenza.

Il risultato è l’affermarsi incontrollato di spinte corporative del ‘Fai da te’, una sorta di dichiarazione di fallimento delle istituzioni, dei partiti ed in ultima analisi della stessa politica, ormai da tempo gravemente malata.

E proprio in questo contesto che gli amici di Scelta Civica di Grosseto pensano che sia arrivato il tempo della sobrietà e del rigore.

Quando si continua a chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, è necessario che sia la politica a dare il primo esempio.

Può e deve farlo, praticando una linea di austerità, che uniformi gli emolumenti ai valori più bassi e che elimini i privilegi avuti per lo svolgimento della funzione, introducendo norme più stringenti nella scelta dei candidati e nella definizione delle incompatibilità, ponendo fine alla pluralità degli incarichi dei parlamentari e riducendone in modo significativo il loro numero; introducendo la regola della trasparenza della situazione patrimoniale degli eletti e la possibilità dei cittadini di essere informati sulle scelte e sulle attività politiche-istituzionali dei loro rappresentanti in Parlamento.

Il ritorno al vecchio sistema proporzionale anche se di difficile attuazione per i soliti egoismi dei soliti noti, sarebbe la soluzione migliore.

Manca ancora in troppa parte della politica e della burocrazia pubblica, la consapevolezza che l’Italia stia collassando visto il nostro enorme debito pubblico. Debito pubblico che genera annualmente parecchi miliardi di interessi passivi per le casse dello Stato con ripercussione diretta sui cittadini.

Per questi motivi, penso che sia arrivata l’ora di snellire l’apparato dello Stato con una drastica ed efficace cura dimagrante della politica e della burocrazia che essa comporta.

Meno enti, meno società pubbliche, meno organi decisionali dove si può fare a meno.

Continuare se non con l’abolizione, almeno con la suddivisione del territorio nazionale in 36 Province.

Considerato che il 75% dei Comuni italiani ha meno di 5000 abitanti, sarebbe opportuno favorirne l’accorpamento fra loro in modo che ognuno abbia come minimo 10.000 abitanti in una superficie parecchio ravvicinata.

Meno norme, leggi, regolamenti, ma poche leggi chiare e valide per tutto il territorio nazionale, creando così procedure più snelle, decisioni abbreviate e meno discrezionalità della pubblica amministrazione che spesso genera incertezza e corruzione.

Sono questi, in tema di riforme, solo alcuni elementi che ho potuto raccogliere praticando la gente nei luoghi pubblici o che sono state evidenziate da associazioni preoccupate, per il futuro del nostro Paese.

L’enorme risparmio che ne potrebbe derivare sarebbe opportuno reinvestirlo nella sanità, nel sociale, nella scuola e nella sicurezza pubblica.

Si creerebbero così strutture sanitarie meglio attrezzate, maggiore assistenza agli anziani, scuole ed università di prim’ordine, più sicurezza e sorveglianza per le strade, meno criminalità.

Sono questioni sulle quali senz’altro ha già posto la sua attenzione ed il Suo intervento, ma che vanno seguite e sostenute con determinazione.

Ringrazio anticipatamente per la Sua attenzione e Le invio i più calorosi Saluti”.

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