Il cambio del basco nero con quello amaranto ha simbolicamente sancito una giornata storica per il “Savoia Cavalleria”: alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale, Claudio Graziano (nella foto in basso a sinsitra), infatti, ha avuto luogo il transito di dipendenza del Reggimento dalla Brigata Aeromobile “Friuli” alla Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Dopo aver ringraziato il Prefetto di Grosseto, Anna Maria Manzone, il sindaco Emilio Bonifazi e il presidente della provincia Leonardo Marras che, “con la loro partecipazione hanno sottolineato la forte vicinanza delle istituzioni all’Esercito”, il Generale Graziano si è rivolto ai cavalieri del Savoia, sottolineando che “questa nuova configurazione è parte di una più ampia revisione dello strumento militare, elaborata nel contesto delle nuove esigenze operative per garantire al Paese una Forza Armata sempre più efficace”.
“Cavalieri eravate, cavalieri siete oggi e cavalieri rimarrete domani – ha proseguito il Generale Graziano -. Questa trasformazione rientra nel progetto di assegnare la capacità esplorante a tutte le Brigate di manovra che rappresentano il vero centro di gravità dell’efficienza operativa della Forza Armata. Sono infatti le Brigate che hanno avuto, e continuano ad avere, la responsabilità della condotta delle principali operazioni svolte dall’esercito italiano dall’Afghanistan al Libano, dall’Iraq al Kosovo. La riconfigurazione del Reggimento da cavalleria di linea in cavalleria paracadutisti fa del ‘Savoia’ l’unica unità dell’Esercito Italiano con capacità di condurre attività di esplorazione nel contesto di operazioni aviolanciate e avioportate, al pari di quanto già succede con omologhi reggimenti di cavalleria stranieri quali gli ussari francesi, l’Houseold Cavalry inglese e il 91° reggimento americano“.
Nel corso della cerimonia, ha anche avuto luogo il cambio al comando del Reggimento tra il Colonnello Giovanni Cafforio (nella foto in alto a sinistra), 100° Comandante di Savoia, ruolo che ha svolto per due anni, e il Colonnello Enrico Barduani, nato a Roma nel 1969.
“Ringrazio la Maremma e la sua gente. Il calore con cui mi ha accolto ha reso tutto più facile – ha dichiarato nel suo discorso di commiato il Colonnello Cafforio -. Il sostegno che le amministrazioni locali, le associazioni, le imprese mi hanno concesso ha rappresentato uno strumento insostituibile ed estremamente efficace anche durante l’impegno operativo in Libano”.
Il Colonnello Cafforio ha poi rivolto un saluto e un sincero apprezzamento nei confronti del suo successore al comando del reggimento: “Cedo oggi il comando al Colonnello Barduani, ufficiale di cavalleria preparato, oltre che collega stimato: sono certo che egli saprà confermare la mia personale convinzione che chi viene dopo deve essere ed è migliore di chi c’era prima; solo così si può progredire, solo così si possono affrontare le sfide”.
Tra gli altri, erano presenti il Decano della Cavalleria Generale di Corpo d’Armata, Massimo De Maggio, e i Comandanti delle Brigata “Friuli” e “Folgore”: il Generale Antonio Bettelli e il Generale Lorenzo D’Addario.
Il Reggimento “Savoia cavalleria” ha partecipato a tutte le principali operazioni internazionali e nazionali condotte dall’Esercito Italiano, oltre ad attività di supporto alla popolazione della provincia di Grosseto colpita da calamità naturali quali il naufragio della Concordia, l’emergenza neve e l’alluvione di Albinia.
Foto: Cristina Zammataro





