Si è conclusa con grande successo l’edizione straordinaria de “I luoghi del tempo”, un festival intimo, raccolto e di qualità che unisce arte, teatro, narrazione, musica, i prodotti del territorio e lo spettacolo della natura, in contesti inediti e poco conosciuti, ma carichi di storia e capaci di grande suggestione. Luoghi esclusivi, antichi e nascosti della Maremma, per recuperare una nuova dimensione del tempo a favore del piacere della cultura, della gastronomia, delle tradizioni umane, dell’incontro e dell’intrattenimento consapevole.
Un pubblico numeroso ha seguito con interesse e partecipazione i tre appuntamenti in programma a Talamonaccio, Poggio Murella e San Bruzio.
Una vista straordinaria sul mare ha fatto da cornice a Giorgio Albertazzi (nella foto a sinistra insieme ad Alberto Siveri) che, da autentico istrione, è stato capace di incantare il pubblico con aneddoti, racconti, brani di monologhi shakespeariani, citazioni, ricordi dei tanti colleghi scomparsi o irriverenti battute sulla politica e l’attualità. Sui ruderi del tempio di Talamonaccio, nel comune di Talamone, con alle spalle un panorama mozzafiato, Albertazzi, affiancato dal giornalista e drammaturgo Alberto Severi e da Roberta Pieraccioli, coordinatrice della Rete museale della Provincia di Grosseto, ha emozionato, commosso, affascinato e divertito i presenti.
I resti di Castellum Aquarum a Poggio Murella, nel comune di Manciano, hanno accolto invece la satira e la capacità affabulatoria di Sergio Staino (nella foto in basso) che, con il controcanto del Coro dei minatori di Santa Fiora, ha saputo tratteggiare con sensibilità e intelligenza le tradizioni umane. Alcune delle sue strisce disegnate sono state lo spunto per riflessioni amare, sarcastiche o fiduciose, sull’attualità. Il Coro dei minatori ha intonato con grande vitalità i canti della tradizione, trasportando il pubblico in una dimensione, tra passato e presente, davvero coinvolgente.
Attorno al monastero di San Bruzio, nel comune di Magliano, l’attrice Daniela Morozzi e il critico enogastronomico Leonardo Romanelli hanno accompagnato il pubblico lungo una passeggiata tra gli ulivi che ha coniugato poesia, teatro, narrazione, sapori, prodotti e tradizioni del territorio. Nell’occasione, un commosso ricordo è stato tributato a Carlo Monni, recentemente scomparso. Hanno chiuso la serata le tradizioni musicali e le trascinanti sonorità di Maurizio Geri alla chitarra e Giacomo Tosti alla fisarmonica.
Questa particolare iniziativa si conclude dunque con un bilancio assolutamente positivo: nelle tre edizioni fino ad ora realizzate, “I luoghi del tempo” ha saputo esprimere e confermare qualità e cura, raccogliendo i consensi del pubblico, degli artisti invitati e delle istituzioni coinvolte.


