E’ stato sottoscritto questa mattina a Palazzo Aldobrandeschi il Protocollo d’intesa promosso dalla Provincia di Grosseto per rafforzare la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e i soggetti deboli della società.
Fortemente voluto dalla Giunta e sottoscritto dai Comuni e dalla Asl 9, questo Protocollo è un vero e proprio salto di qualità nella positiva e pluriennale esperienza maturata sul territorio.
Con questo atto, i 28 Comuni del territorio maremmano si impegnano a sostenere il Centro antiviolenza attraverso una partecipazione effettiva al fondo istituito dalla Provincia e la presenza al Tavolo di regia della rete provinciale antiviolenza. Si tratta di un passaggio fondamentale per potenziare le azioni di prevenzione ed emersione del fenomeno, per intensificare gli interventi e ampliare il raggio di azione, per aiutare le donne e i bambini.
Il Protocollo non rappresenta una mera dichiarazione d’intenti, ma un concreto ed efficace strumento per coordinare i soggetti che già operano secondo le diverse competenze: quello sanitario e giudiziario, coordinato nella task force interistituzionale, quello socio-assistenziale dei Comuni e delle articolazioni organizzative, la Provincia e le associazioni del volontariato, il Centro antiviolenza e i Punti di ascolto.
A siglare il documento sono stati il presidente della Provincia, Leonardo Marras; il direttore della Asl 9, Fausto Mariotti, e i sindaci del territorio. Sono intervenuti Tiziana Tenuzzo, assessore provinciale alle Pari Opportunità; Giuseppe Coniglio, sostituto procuratore della Repubblica, e Vittoria Doretti, responsabile “Educazione e promozione alla salute” della Asl9.
Inoltre, le volontarie del Centro antiviolenza e nei punti di ascolto hanno portato la testimonianza della loro importante attività sul territorio.
“Trova oggi nuova forza il percorso che la Provincia ha avviato 13 anni fa con l’istituzione del Centro antiviolenza – ha spiegato Tiziana Tenuzzo, assessore provinciale alle Pari Opportunità – : un’esperienza che si è rivelata fin da subito e nel tempo fondamentale per questo territorio. Lancio un appello alle giovani donne affinché diventino volontarie dei Centri antiviolenza e si impegnino in prima linea per aiutare tante altre donne meno fortunate.”
“Con questo Protocollo – ha commentato Leonardo Marras, presidente della Provincia –, di fatto si struttura formalmente il servizio di accoglienza verso chi subisce violenza. A firmare l’accordo sono tutti i 28 Comuni del territorio provinciale, dal più grande al più piccolo, tutti si impegnano per sostenere il prezioso lavoro che ogni giorno svolgono le volontarie del Centro antiviolenza di Grosseto e dei punti di ascolto di Follonica, Orbetello, Castel del Piano e Manciano. Adesso abbiamo il compito di far partire subito le azioni previste nel documento. Il prossimo obiettivo sarà quello di definire e strutturare anche un rapporto con le aziende, per attivare tirocini formativi dedicati alle donne che escono dal percorso di violenza. Il lavoro, infatti, insieme alla casa, sono il presupposto per garantire a queste donne la possibilità di rifarsi una vita.”
“Con la firma di questo Protocollo – ha dichiarato Vittoria Doretti – si realizza un sogno. Il nostro progetto è già stato illustrato e preso a modello da altre regioni italiane e per noi è davvero un motivo di vanto. La concretizzazione di questo documento è stata resa possibile da un gioco di squadra in cui istituzioni, forze dell’ordine, Asl e Procura della Repubblica hanno svolto un ruolo importante, partito già da tempo con la nascita della task force del Codice rosa”.
“La violenza contro le fasce deboli è qualcosa che ha origine molto prima rispetto al momento in cui una vittima decide di denunciare i maltrattamenti – ha concluso Vittoria Doretti – e questo Protocollo permetterà di agire in modo ancora più tempestivo. Inoltre, l’intera task force diventerà più forte e le operatrici dei vari Centri antiviolenza si sentiranno meno sole nella loro attività di volontariato”.
“L’accordo che abbiamo firmato – ha affermato Giuseppe Coniglio – è solamente un punto di partenza in cui i Comuni della provincia sottoscrivono un impegno teso a contrastare qualsiasi tipo di violenza. Adesso, ognuno di noi deve mettere da parte le proprie professionalità e le proprie competenze nella vita di tutti i giorni e rendersi disponibile per un unico fine: salvaguardare e tutelare chi subisce abusi e maltrattamenti di ogni genere”.
“Questo Protocollo – ha dichiarato Fausto Mariotti – è la dimostrazione che le istituzioni devono e possono funzionare e che sono in grado di collaborare tra di loro per un progetto comune. Il mio più grande desiderio è che presto non si parli più in Italia di questo modello come di un qualcosa nato e sviluppatosi esclusivamente in Maremma, perché significherebbe che il Protocollo è stato attuato in ogni angolo del nostro Paese ed è stato messo a servizio dello Stato”.


