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A Grosseto sbarca “Il filo d’Arianna”: un dispositivo per ritrovare le persone scomparse da casa a causa dell’Alzheimer

di Redazione
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La Questura di Grosseto tende una mano alle persone affette dal morbo di Alzheimer grazie al progetto “Diogene”, che si pone l’obiettivo di aiutare le famiglie a rintracciare in tempi brevissimi gli individui colpiti da questa patologia, che rischiano di perdersi e di ritrovarsi in situazioni spiacevoli.

L’idea è nata in seguito alla scomparsa di Alis Bartolomei, un uomo di 84 anni affetto da demenza senile, avvenuta lo scorso dicembre in provincia di Grosseto.

Le ricerche dell’anziano, sparito da casa senza lasciare traccia, sono scattate immediatamente con un largo impiego di uomini e di mezzi delle forze dell’ordine, ma purtroppo hanno dato esito negativo.

E’ stata proprio questa esperienza che ha indotto il questore Michele Laratta ad attuare anche nella provincia di Grosseto il progetto “Diogene”, frutto dell’impegno del locale Ufficio relazioni con il pubblico, sempre attento ai bisogni ed alle esigenze della comunità locale.

Le persone affette da Alzheimer o da demenza, proprio a causa del disorientamento spaziale e del calo funzionale della memoria dovuti alla loro malattia, corrono il rischio di perdersi o, in una fase più acuta della patologia, sentono il desiderio di “fuggire”, trovandosi in situazioni tragiche e talvolta delinquenziali, che creano apprensione nei loro familiari.

Il progetto “Diogene”, quindi, consente di rintracciare in tempi rapidi la persona affetta da Alzheimer,  offrendo un servizio di vigilanza informatica basata sulla tecnologia più avanzata e un supporto alle famiglie coinvolte nell’assistenza di un loro caro affetto da questa malattia.

Grazie all’utilizzo di dispositivi ad hoc, “Diogene” vigila sulla vita quotidiana delle persone vittime dell’Alzheimer e fornisce, allo stesso tempo, una maggiore tranquillità a coloro che devono garantirne il controllo costante.

In particolare, la persona affetta da questa patologia riceve un dispositivo, chiamato “Filo di Arianna”, capace di trasmettere alla centrale operativa di sistemi di protezione l’esatta posizione del soggetto. A loro volta, gli operatori forniscono tutte le informazioni necessarie per la ricerca e per il soccorso della persona scomparsa alla centrale operativa della Questura di Grosseto. Il dispositivo “Filo di Arianna”, è composto da un modulo Gps per la localizzazione attraverso satelliti e da una Sim per trasmettere i dati di localizzazione alla centrale operativa.

Il progetto è nato qualche anno fa da un accordo tra l’associazione “Alzheimer uniti Roma onlus”, il Commissario straordinario per le persone scomparse, il Dipartimento della pubblica sicurezza – Ufficio Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia e Sistemi di Protezione.

La sperimentazione di “Diogene” è nata da una collaborazione fra la Questura di Grosseto e quella di Roma, che si è conclusa con esiti positivi lo scorso 31 dicembre.

La peculiarità del progetto risiede infine nella sinergia tra l’attività quotidiana dell’associazione  “Alzheimer uniti”, l’esperienza di “Sistemi di Protezione” ela Questuradi Grosseto.

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