Alcuni cinghiali abbattuti in Provincia di Grosseto sono risultati, dai rilievi dell’Asl, infetti dalla trichinella. Per questo già ieri sono stati adottati provvedimenti d’urgenza per prevenire eventuali rischi.
In particolare, è stata diffusa a tutte le Aree Territoriali di Caccia e ad ogni distretto della Provincia di Grosseto, una nota che spiega la necessità di prelevare un campione di 50 grammi di muscolo diaframmatico per ogni cinghiale abbattuto nelle giornate di mercoledì 30 e giovedì 31 gennaio, che dovrà essere poi analizzato dall’Asl per verificare la presenza o meno del parassita.
La trichinella è un parassita microscopico, nocivo per l’uomo. La possibilità di infezione è legata alla consuetudine di preparare prodotti a base di carne fresca di cinghiale, come gli insaccati.
È importante, quindi, sottolineare che sono a rischio tutti i prodotti che non siano stati cotti, in quanto nessun altro procedimento assicura con certezza la distruzione delle larve eventualmente presenti. È certo che tutte le procedure di stagionatura e macinatura non eliminino le larve.
È importante tenere presente anche che la presenza della trichinella non determina alterazioni visibili nelle carni, non comporta sintomi nell’animale vivo, che manifesta quindi un comportamento assolutamente normale, e non può essere rilevata a occhio nudo.
È stata anche adottata una determina specifica per le due Aziende faunistico venatorie in cui si è rilevata la presenza di trichinella, l’Afv Polverosa e l’Afv Parrina. A queste, e alle squadre interessate, è stato richiesto di attendere i risultati dall’Asl prima di consumare le carni degli animali abbattuti.

