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Sani: “Grazie a chi ha preso parte alle primarie. Ora l’obiettivo è governare il Paese”

di Roberto Lottini
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Luca Sani intende ringraziare gli elettori che gli hanno permesso di vincere le primarie del Partito Democratico per il Parlamento ed hanno decretato con il loro voto la sua nuova candidatura alle elezioni politiche del prossimo 24 febbraio.

“Con le primarie per la scelta dei parlamentari, ancora una volta il Partito democratico ha dimostrato nei fatti di sapersi mettere in discussione affidandosi ai propri elettori. Oltretutto riuscendo in pochissimo tempo a organizzare una consultazione popolare che, nonostante il periodo dell’anno poco adatto a coinvolgere le persone, ha visto la partecipazione di più di un milione di cittadini.”

“Oggi mi preme molto ringraziare – continua Sani quanti hanno sostenuto la mia candidatura testimoniandomi una fiducia che m’impegno ad onorare nel caso in cui venga eletto. Ma aldilà del risultato personale, voglio ringraziare tutti quanti hanno deciso di prendere parte alle primarie per sostenere altri candidati. La partecipazione politica, infatti, è un patrimonio collettivo di cui dobbiamo essere orgogliosi come partito e come cittadini. Un esempio di passione civile che testimonia l’attaccamento alle istituzioni democratiche e che ha un valore che va oltre all’identificazione con una parte politica.

Ora dobbiamo vincere le elezioni politiche per governare il Paese e offrire agli Italiani un’opportunità di riscatto. Non ci aspetta un compito semplice né un periodo tranquillo, perché sono ancora troppe le incognite e i problemi da risolvere. Tuttavia è importante avere la consapevolezza che oggi solo il Partito democratico ha la forza, il radicamento e l’autorevolezza per guidare un governo in grado di restituire dignità e fiducia all’Italia”.

“Pierluigi Bersani sarà il nostro candidato primo ministro, – conclude l’esponente del Partito Democratico e ‘l’Italia giusta’ è lo slogan elettorale che abbiamo scelto. Sono sicuro che tutti insieme sapremo interpretare il desiderio di rinnovamento e la voglia di farcela che animano gli Italiani”.

1 commento

Teofrasto 2 Gennaio 2013 | 22:43 - 22:43

Eh no…Marco….no Marco….io non ci casco…..Tu ovviamente non sei Vasco, lui ha altri problemi.Tu invece di problemi non ne hai.Borghi non ti ha dato alcun aiuto.Ha semplicemente preso atto, da quella persona politicamente intelligente che è, che Tu devi essere “in” perchè se rimani “out” non ci rimette Marco Simiani.Ci rimette tutto il Pd, in termini elettorali.Poi Ti spiego perchè.Nel partito sono altri che hanno avuto aiuti.Mi vengono in mente gli “impresentabili” che avrebbero molto più onorevolmente potuto concludere il loro percorso politico con un ritiro ed invece , con l’avallo di Bersani, si sono presentati e tra qualche mese li rivedremo nel loro solito posto a Palazzo Madama o Montecitorio, visibile segno di un cambiamento che , ahimè, ancora non c’è.Non è questo il momento, Marco, di fare il Cincinnato.ti faccio una domanda.Secondo Te, nella Tua stessa condizione, Sani avrebbe fatto altrettanto ??Certo, si ragiona in via d’ipotesi.Ma siamo certi, Marco, che il capiente gruzzolo di voti di “simpatia” che hai ottenuto si riverserebbe automaticamente sul deputato in uscita ?Sono certo che le stesse perplessità che sollevo agitano anche le menti romane.La partita del PD si gioca nel capoluogo , dove nelle ultime tornate elettorali ha rimediato le delusioni più cocenti.Per aumentare in voti e percentuali nel capoluogo, nella scheda è d’obbligo il nome di Marco Simiani.L’effetto di trascinamento si estenderà all’Amiata , dove il fuoco “simianico” è già scoppiettante, e s’inoltrerà nella maremma del sud.Non candidarTi sarebbe una ulteriore manifestazione di masochismo per il PD a livello provinciale ma, ripeto, ancor più per il partito nel capoluogo, dove c’è bisogno di rivalse per recuperare anche in termini di maggiore credibilità. Per ottenere l’avallo romano occorre però che Marco Simiani sia convinto del suo ruolo e del suo compito.Atteggiamenti di sottomissione, di ossequenza, adesso non hanno alcun senso, se non quello di apparire una ingiustificata retromarcia che i suoi entusiasti sostenitori non gli perdonerebbero.Deve essere consapevole del suo peso elettorale e metterlo a disposizione del partito. Il partito , dall’altra parte, deve porlo nella condizione di esercitare quell’effetto trascinamento che ha mostrato di possedere coalizzando sul suo nome , praticamente da solo, qualcosa come il 26% dei voti validi espressi nella scorsa consultazione.

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