”Abbiamo evitato la chiusura di cento uffici postali. E’ un buon risultato che abbiamo ottenuto dopo un serio confronto con Poste italiane”.
E’ il commento del presidente della Toscana, Enrico Rossi. L’intervento della Regione ha scongiurato i tagli degli uffici postali nei paesi e nelle zone disagiate della Toscana che erano stati annunciati in estate. Dovevano essere 198 gli uffici interessati, 172 da chiudere.
Alla fine, le chiusure si sono ridotte a sole 74, di cui 9 nella provincia di Grosseto, rispetto ai 33 tagli ipotizzati in un primo tempo in Maremma. In altri 58 ci sarà una riorganizzazione (ovvero una riduzione nell’orario di apertura), ma gli sportelli resteranno aperti e funzionanti. E comunque, al posto dei 74 uffici postali che entro la fine dell’anno Poste Italiane ha confermato di voler chiudere, arriva da marzo “Ecco Fatto”, un servizio sostitutivo gestito, in accordo tra Regione e Comuni, utilizzando i ragazzi del servizio civile, il mondo del volontariato e gli uffici comunali.
L’annuncio di Poste Italiane di voler procedere a un’operazione di riorganizzazione aveva suscitato immediate proteste da parte della popolazione. In genere si trattava di piccoli paesi e frazioni, spesso in montagna.
Il 25 settembre scorso il presidente Enrico Rossi aveva così preso carta e penna e inviato un messaggio a Massimo Sarmi, l’amministratore delegato di Poste Italiane: “Troviamo insieme una soluzione per gli oltre 170 uffici postali nei piccoli centri della Toscana che rischiano di chiudere. Ma intanto, almeno fino alla data del nostro incontro, sospendiamone la chiusura”.
Il 18 ottobre Rossi e Sarmi si erano poi incontrati a Roma, trovando un accordo sulla base di due idee: l’estensione dei servizi pubblici offerti dagli uffici postali (in particolare per la sanità, come la prenotazione delle visite) e la ricerca altrove, laddove non sufficiente, di soluzioni su misura per evitare la chiusura degli sportelli nelle zone montane e disagiate.
“Il lavoro che ci attende – aveva dichiarato il presidente Rossi in quella occasione – è impegnativo e innovativo. Vogliamo farlo bene e concluderlo entro l’anno, in modo da mantenere attivi sul territorio gli uffici postali, ampliandone l’attività in accordo con gli enti locali interessati”.
E così è stato, con evidenti risultati. Il piano di ristrutturazione di Poste italiane prevedeva infatti un intervento in 198 uffici distribuiti in 123 Comuni sui 287 di tutta la Regione. In questi era prevista la chiusura di 172 uffici su 609 e la riduzione di orario e personale in altri 26. Dopo il confronto tecnico 66 sportelli non saranno più interessati da alcun intervento di ristrutturazione. Di 172 che dovevano chiudere, lo faranno in 74: in 34 (che diventano 58 con le precedenti riduzioni di orario annunciate) sarà ridotto solo il personale o le ore di apertura.
“Ecco Fatto” costituirà il presidio sostitutivo che la Regione, assieme ai Comuni, attiverà dove non ci saranno più sportelli. Un modo per mantenere attivo un servizio di comunità. Il punto, dotato di computer e collegamenti internet con banda larga, potrebbe nascere nei locali finora occupati dall’ufficio postale oppure presso un’associazione di volontariato, la Pro Loco o un circolo.
Poste Italiane e la Regione stanno definendo i servizi che potranno essere offerti, finanziari e postali, dalla spedizione di un pacco alle raccomandate ad esempio. Lo sportello funzionerà un po’ come un anello di congiunzione. Inoltre offrirà anche servizi regionali e comunali, a seconda delle esigenze della singola comunità.
Nella tabella allegata, l’elenco dei comuni della provincia di Grosseto con il numero degli uffici postali che hanno evitato la chiusura.


1 commento
Chiude uno sportello nel comune di Sorano. Sai dove ?