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Il Museo di storia naturale ospita domani un nuovo appuntamento con il Caffè della Scienza

di Roberto Lottini
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Al Museo di storia naturale della Maremma tornano gli appuntamenti con il Caffè della Scienza. Domani, alle 18.30, si parlerà del tema “La medicina forense veterinaria per la tutela della biodiversità” con Rosario Fico, che spiegherà come la conservazione della biodiversità passa anche attraverso strumenti specialistici in grado di riconoscere atti criminosi di bracconaggio, avvelenamenti e maltrattamenti.

La medicina forense veterinaria è una disciplina di nuova introduzione in Italia, che ha lo scopo di fornire il supporto tecnico-scientifico necessario alla autorità giudiziaria e agli organi di Polizia giudiziaria per individuare i colpevoli di atti criminosi nei confronti degli animali.

Questo incontro, come tutti quelli inseriti nel ciclo Il caffè della scienza, vuole essere un’occasione per stare insieme e discutere, in un ambiente piacevole, di temi di ampio respiro e di largo interesse, da approfondire con l’aiuto di un esperto. Ad una introduzione sull’argomento segue un dibattito, il cui andamento dipenderà in buona parte dal pubblico, che con le proprie domande e curiosità potrà indirizzare la discussione verso gli aspetti di maggiore interesse. Spetterà ad Andrea Sforzi, direttore del Museo, il ruolo di moderatore. Ad ogni incontro sarà possibile degustare alcune selezioni di prodotti diversi (caffè, cioccolato, tè, ecc.), ciascuno introdotto dalle spiegazioni della signora Giovanna Soldati, esperta del settore.

Rosario Fico, attualmente veterinario dirigente dell’Istituto Zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana, responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria presso la sezione di Grosseto, è stato veterinario del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, consulente dell’Oms per la gestione delle popolazioni canine vaganti, responsabile del Reparto Fauna Selvatica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. Durante la sua carriera professionale si è occupato di catture di animali selvatici a scopo di conservazione e ricerca scientifica, della sorveglianza epidemiologica delle popolazioni selvatiche, in particolare delle specie protette a rischio di estinzione, dell’identificazione dei predatori causa di aggressioni al bestiame domestico, della gestione delle popolazioni canine vaganti e della diagnostica necroscopica, anche a scopo forense. Componente della task force del Ministero della Salute per la lotta ai canili lager animali, si occupa attualmente del supporto tecnico scientifico alle indagini della magistratura e degli organi di Polizia giudiziaria per lotta ai reati contro gli animali.

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