La mostra “Bellezza e religiosità in Ludovico Cardi detto il Cigoli”, dedicata a una grande pala d’altare del Cigoli (1559-1613) e quarto dei grandi eventi espositivi organizzati da Gianfranco Luzzetti nel Museo archeologico e d’arte della Maremma, ha raggiunto nella primavera-estate (dal 12 maggio a oggi) buoni risultati in termini di pubblico e di gradimento.
Nonostante il calo delle presenze turistiche, il confronto fra il numero dei visitatori del museo dal 12 maggio al 31 agosto 2012 e nel corrispondente periodo 2011 indica un modesto, ma significativo incremento di circa l’8 per cento: 4154 visitatori nel 2011 contro 4470 nel 2012.
Inoltre, è stato possibile rilevare, attraverso interviste a campione, che la formula della mostra è stata particolarmente apprezzata.
Questi dati, insieme con la volontà di rendere possibile la visita anche alle scuole, hanno indotto l’Amministrazione comunale, d’intesa con Gianfranco Luzzetti, a prorogare l’apertura della mostra fino al 28 ottobre. Gli orari di apertura sono: da martedi a venerdi, dalle 10.30 alle 19.00; sabato, domenica e festivi, dalle 10.00 alle13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; lunedi la mostra sarà chiusa per riposo settimanale.
Proveniente dalla cappella di un palazzo gentilizio fiorentino, e riferibile al tardo Cinquecento, l’opera del Cigoli rappresenta uno degli episodi sacri più toccanti tratti dalla Passione e dalla Morte di Cristo. Noto comunemente come Pietà, il tema del dipinto illustra il corpo ormai senza vita del Figlio di Dio, che, dopo essere stato martirizzato, è sostenuto con amore dalla madre Maria e da Giuseppe di Arimatea. Per accrescere il drammatico sentimentalismo della scena percepibile soprattutto dal volto angosciato della Vergine, che sembra raccogliere dentro di sé tutta la sofferenza dell’umanità ormai privata della salvezza divina, sono stati inseriti due angeli nello sfondo, rappresentati nell’atto di sostenere sopra un panno immacolato alcuni strumenti della Passione: le spugne imbevute nell’aceto, la punta della lancia e i chiodi. Connessa alla Passione risulta anche la corona di spine disposta in primissimo piano, all’altezza della mano destra di Cristo riversa verso il suolo.
Pur manifestando riferimenti più o meno diretti alle pitture baroccesche e veneziane ricorrenti nell’attività del suo autore, l’opera risulta connotata da richiami tipologici alla lezione di Michelangelo, che ricorrono con frequenza in molti maestri fiorentini attivi allo scadere del Cinquecento. L’intonazione altamente melanconica della scena e la cruda definizione degli strumenti di Morte indicano legami ancora stretti con il severo clima della Controriforma, che, ricorrenti in gran parte dell’attività dell’artista, sottolineano la devozionalità e lo spirito di penitenza che rattristano con frequenza molte pitture del Cigoli. Da qui deriva la limitata notorietà di questo raffinato maestro, che, quasi in sordina, si orientò con “modesta umiltà”, a differenza di altri riformatori artistici italiani del suo tempo come Annibale Carracci, verso indagini e sperimentazioni stilistiche importanti che avrebbero dato un volto nuovo alla pittura della sua terra.
La bellissima pala d’altare del Cigoli viene presentata in mostra insieme ad altre opere, selezionate da Gianfranco Luzzetti per aiutare il pubblico a comprendere meglio la genesi progettuale, i modelli di riferimento e il grande successo di questa particolare formula stilistica e iconografica.
Estranea al tema della mostra, ma esposta per la sua importanza storica, è, infine, la Madonna col Bambino del pittore senese Rutilio Manetti (1571-1639). L’opera fu commissionata da Girolamo Tantucci, Vescovo di Grosseto dal 1622 al 1637, il cui stemma con galero è raffigurato nel dipinto. Il quadro fu probabilmente richiesto a Francesco Rustici e dopo la sua prematura scomparsa affidata al Manetti, che col Rustici rappresenta il massimo esponente a Siena dello stile naturalista ispirato da Caravaggio. Gli eredi del Vescovo portarono l’opera a Roma. Dopo cinquecento anni questo capolavoro è tornato sia pure temporaneamente a Grosseto e tutti potranno ammirare la suggestiva singolarità, poco diffusa in un tema così popolare, di una Vergine quasi adolescente che avvolge in un tenero abbraccio il Bambino florido e dormiente.
Per volontà di Gianfranco Luzzetti, e in attesa di allestire la pinacoteca comunale nei locali dell’ex Convento delle Clarisse, che ospiteranno i capolavori d’arte antica del lascito, la Pietà del Cigoli rimarrà esposta al pubblico nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma anche dopo la conclusione della mostra e sarà la seconda opera donata alla città dopo la Madonna di Santi di Tito.
Fonte foto: Comune di Grosseto

