Home GrossetoMonaci: “Chi critica sulle potature prima dovrebbe informarsi”

Monaci: “Chi critica sulle potature prima dovrebbe informarsi”

di Redazione
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Grosseto (GR). “Quando si parla di potature e cura delle piante cittadine si dovrebbe conoscere in maniera sufficiente la materia e avere anche rispetto per dei tecnici comunali che fanno questo lavoro da decenni e che sono anche disposti al confronto con chi avesse delle domande da porre. Il piano delle potature che quest’anno ha visto risistemare molte strade cittadine con interventi su circa 1500 piante viene fatto con serietà e professionalià e con un investimento significativo nonostante la crisi. Ad esempio i pini tagliati in prossimità della nuova rotatoria di via Mascagni, sono stati tagliati per ragioni di sicurezza e non per salvare l’asfalto ma perchè avendo più volte anche in passato ridotto le radici che affiorano, gli alberi avevano vista compromessa la loro stessa stabilità. Ennesima dimostrazione di come il pino non sia una pianta adatta in un contesto urbano. Per altro tali alberi sono stati sostituiti con dei lecci che non daranno affatto le stesse problematiche…e anche questo prima di parlare bisognerebbe saperlo. Altro esempio quello di via della Pace; in questo caso le potature sono state fatte in maniera drastica per una necessità evidente di correggere la stessa postura della pianta. Un intervento profondo oggi per una pianta migliore in futuro; una regola nota da millenni tra i contadini. Insomma le motivazioni che fanno scegliere un tipo di potatura rispetto ad un’altra sono esclusivamente tecniche e legate alla tipologia di pianta, al suo stato di salute, al contesto urbano in cui si trova, nel rispetto anche delle norme del codice della strada. E a queste regole gli uffici tecnici rigorosamente si attengono.
Infine la questione che il legname delle potature ci aiuterebbe nelle quote di raccolta differenziata. Nei giorni scorsi non ho affatto eluso il problema ma ho scelto di non rispondere perché ritenevo l’accusa semplicemente ridicola. Non perché le piante o i rami tagliati non vadano inevitabilmente ed effettivamente a sommarsi su quelle quote ma perché è semplicemente assurdo pensare che l’Amministrazione impieghi personale qualificato e soldi pubblici per tagliare dove non serve con il fine di gonfiare la raccolta differenziata di poche tonnellate. E’ l’ennesima leggenda metropolitana che viene presa per buona. Che cosa dovremmo fare, dunque? Ridurre le potature per fare contento chi mette in giro queste baggianate? Lasciate lavorare chi lo sa fare”.

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