“Gentilissimo Mirco, e carissima giunta comunale.
Sono Elena Guerrini mancianese per vocazione e per passione, sono residente nel comune di Orbetello e lavoro a Milano. Ma ho nel cuore la Maremma e questo paese, dove mi han detto fui concepita.
Non sono nè di destra nè’ di sinistra sono un’artista, sono buddista e pratico la gratitudine.
La gratitudine fa luce sull’ombra del mondo.
Vi chiedo con questa lettera un appuntamento al Castello, sede del Comune (la casa del sindaco) ,dove lo sguardo si perde tra le colline e il mare; per parlare del festival “A Veglia a Teatro col baratto“ e del suo futuro.
Ha 10 anni, come mio figlio Dario, ed è una mia creatura che è cresciuta grazie alla mia passione e determinazione alla gente di Manciano e ai turisti, ai bellissimi teatri naturali del nostro territorio, vicoli e piazzette dall’atmosfera magica (dove le parole dei narratori si aggrappano ai muri delle case e costruiscono case nuove dentro le persone, case di parole) e alla generosità degli artisti coinvolti che venendo “ a veglia“ a Manciano, dove il pubblico si porta la sedia da casa, venivano pagati con i prodotti della nostra terra: olio e vino al posto del biglietto (L’ANTICO INCASSO, TUTTO CIO’ CHE STAVA IN UNA CASSA ).
Questo è l’unico festival al mondo con queste modalità di economia condivisa.
“A VEGLIA A TEATRO COL BARATTO IN MAREMMA DOVE L’ARTE NUTRE IL TERRITORIO E IL TERRITORIO NUTRE L’ARTE “
Economia del territorio che cresceva attraverso l’arte perché nei giorni del festival i negozi di Manciano vendevano olio e vino un po’ di più del solito .
In questi ultimi 10 anni il Comune elargiva un piccolo contributo per sostenere le spese logistiche e organizzative e pubblicitarie per permettere di sapere, fare, saper fare e soprattutto piccolo far sapere, come diceva mio nonno Pompilio.
Mi piacerebbe parlare con voi per capire se il contributo e il patrocinio potranno ancora essere accordati a questo piccolo festival genuino, come i tortelli “fatti in casa” per questo anno e gli anni a venire, e se si possa aprire un dialogo costruttivo con l’Assessorato alla Cultura e la Giunta tutta, visto che “A veglia a teatro col baratto “ è anche AGRI CULTURA , è nato dopo l’esperienza di “ORTI INSORTI “
Vorrei inoltre confrontarmi con voi su un tema che mi sta molto a cuore e sto studiando da tempo: la differenza tra cultura e intrattenimento.
Siamo fatti in modo strano: riconosciamo i doni che continuamente la vita ci fa, solo quando ci vengono tolti. Ecco vorrei ringraziarvi, grazie ha questa “POTATURA” il festival ‘A Veglia’ sta rifiorendo con frutti ancora migliori, la passione e la vicinanza di quelli che non lo vogliono perdere e mi danno consigli per cercare sponsor privati. Ringrazio questa occasione che ha trasformato ‘il veleno in medicina’ facendo scaturire dibattiti al bar, su Facebook, in piazza e all’ Arci non si parlava di caccia e pesca e del clima ma di cultura! “

