Pubblicato il: 25 Marzo 2020 alle 14:06

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Poste Italiane, i sindaci della Lega: “Perchè è stato rotto fronte comune creato con il Prefetto?”

La cosa che i sindaci della Lega non hanno digerito è il messaggio contenuto nel comunicato degli otto sindaci di centrosinistra

Abbiamo terminato una videoconferenza in cui tutti eravamo d’accordo con il Prefetto affinché si attivasse con Poste Italiane e poche ore dopo ci ritroviamo un comunicato di otto sindaci che rompono il ‘fronte comune’ dei primi cittadini creando una vera e propria fuga in avanti contro l’azienda. Ci domandiamo chi lo ha deciso?”.

I sindaci di Campagnatico Luca Grisanti, di Magliano in Toscana Diego Cinelli e di Scarlino Francesca Travison, tutti esponenti della Lega, si domandano perché otto sindaci su ventotto abbiano deciso di agire da soli senza coinvolgere gli altri.

La posizione raggiunta con il Prefetto – affermano Grisanti, Cinelli e  Travisonci sembrava comune e anche equilibrata. Ci domandiamo chi e perché abbia deciso di prenderne una diversa, oltretutto annunciando un’ordinanza, la cui efficacia è tutta da provare, per riaprire gli uffici postali. Una posizione, espressa in un comunicato, che ci sembra anche uno sgarbo istituzionale verso il Prefetto che rappresenta la massima autorità dello Stato in provincia, oltre che per gli altri venti colleghi che in questo momento avevano deciso di fare fronte comune, incuranti delle rispettive posizioni politiche”.

La cosa che, però, i tre sindaci della Lega non hanno digerito è il messaggio contenuto nel comunicato degli otto sindaci di centrosinistra. “Già non va bene il mancato coinvolgimento degli altri venti sindaci – sostengono Grisanti, Cinelli e Travison, ma peggio è stato il fatto che siamo quasi passati come incuranti degli interessi dei nostri cittadini quando invece ci siamo attivati, al pari degli altri, seguendo la via istituzionale concordata con il Prefetto. Oltre al danno, poi la beffa, cioè che ci chiedono attraverso la stampa di aderire a quello che loro hanno deciso autonomamente. Così non va proprio bene. E non va neppure bene il fatto che tra i firmatari abbiano inserito due sindaci che non avevano partecipato alla videoconferenza. A pensar male spesso ci si piglia e a questo punto verrebbe da domandarsi se questa cosa non abbia avuto una ragione politica e propagandistica”.

I tre sindaci, nel frattempo, hanno deciso di dare sostegno all’azione concordata dal Prefetto firmando una petizione presentata dal sindaco di Monte Argentario Borghini. “Ci sembra una soluzione in linea con quanto emerso dalla videoconferenza – sostengono Grisanti, Cinelli e Travison, anche perché se abbiamo forti dubbi sull’efficacia di un’ordinanza che rischia chiaramente di cadere nel vuoto, anche alla luce del discorso del Premier Conte sui poteri del Governo e delle Regioni, pensiamo invece che una petizione da presentare a Poste Italiane a sostegno dell’azione del Prefetto possa aiutare, se non altro, nel dialogo con l’azienda”.

Sulla vicenda interviene anche il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi. “Certe prese di posizione di pochi – sostiene Ulmi  – sembrano dettate più da una volontà di guadagnare consenso politico-elettorale, che non da quella di agire nell’interesse dei cittadini. L’aver escluso deliberatamente i sindaci del centrodestra sembra esserne una conferma. Per quanto mi riguarda, da segretario sostengo in maniera decisa l’azione dei sindaci della Lega che stanno operando sul territorio, con tutte le difficoltà che la situazione di emergenza mette loro di fronte. Sarebbe bene non doversi scontrare politicamente su temi che, invece, necessiterebbero di un’azione comune, ma se si vuole questo anche noi saremo pronti all’azione ed a far valere le nostre posizioni”.

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