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1 milione di euro risparmiato, tasche dei grossetani più leggere grazie al taglio della Tari, la tassa sui rifiuti, da un minimo del 5 % ad un massimo dell’11%, servizio migliorato.
Sono questi i risultati dell’imponente lavoro di revisione dei costi di gestione messo in atto dall’Ufficio ambiente del Comune di Grosseto.
“Così come promesso in campagna elettorale, abbiamo concretizzato un’altra importante riduzione tariffaria, dopo quella della Tosap – annuncia un entusiasta Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Alla vigilia delle amministrative, avevo detto che avrei preso a modello l’operato del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, che aveva ridotto del 2% la Tari per i suoi concittadini. La nostra amministrazione ha fatto ancora meglio, diminuendo la tassa sui rifiuti dal un minimo del 5 al massimo dell’11%. Questo provvedimento riguarda tutto il territorio comunale e tutti i grossetani: imprese e famiglie“.
“Ringrazio l’assessore all’ambiente, Simona Petrucci, che in pochi mesi ha ricostruito l’Ufficio ambiente, cancellato dalla precedente amministrazione, e che ha lavorato alacremente per migliorare le politiche ambientali del Comune, svendute al concetto di area vasta – conclude il sindaco di Grosseto -. E’ stato fatto un lavoro immane, abbiamo recuperato oltre 1 milione di euro, migliorato il servizio e vigilato su chi infrange le regole. E’ un grande giorno per Grosseto: in tutta Italia aumentano le tasse, noi invece le abbassiamo“.
Il lavoro svolto dall’Ufficio ambiente per diminuire la pressione fiscale è stato quello di esaminare nel dettaglio ogni singolo costo, che costituisce il Piano economico finanziario, dal quale si determinano le tariffe Tari. In particolare, in questa prima fase l’ufficio si è mosso soprattutto per rivedere parte dei costi propri dell’Ente e relativi alla gestione dell’ex discarica delle Strillaie, alla gestione dei rifiuti in area demaniale e al recupero delle indennità di disagio ambientale (indennità legata al fatto di avere sul territorio impianti di trattamento).
A questi interventi ne stanno già facendo seguito altri per progetti mirati a ottimizzare il servizio sia da un punto di vista dell’efficienza sia da un punto di vista economico: il nuovo progetto di spazzamento e il nuovo progetto di raccolta dei rifiuti.
“Con l’Ufficio ambiente abbiamo creato una vera e propria squadra – sottolinea un’emozionata Simona Petrucci, assessore comunale all’ambiente –, fissando alcune priorità: ridurre i costi della Tari e migliorare il servizio. Grazie al nostro impegno, le spese sono scese da 20 milioni e 300mila euro a 19 milioni e 150mila euro. Questa è solamente una prima fase della nostra azione“.
“Il contratto di gestione dell’ex discarica delle Strillaie è scaduto ad ottobre scorso – continua Simona Petrucci –, lo abbiamo rinegoziato, ottenendo un risparmio di 200mila euro. I costi del servizio di gestione dei rifiuti sono diminuiti perchè in pochi mesi abbiamo migliorato il servizio. Al contrario di quanto affermano i sindacati, io sono a fianco dei lavoratori di Sei Toscana e farò di tutto per tutelarli“.
“Questo grande lavoro dell’ufficio ambiente avrà un effetto immediato – spiega Giacomo Cerboni, assessore comunale al bilancio – sulle cartelle Tari consegnate ad imprese e famiglie nel 2017. Questi benefici apportati dalla riduzione della tassa sono spalmati a vantaggio delle piccole e medie imprese, delle aziende a conduzione familiare, che rappresentano un vero patrimonio per i quartieri cittadini. Abbiamo fatto uno sforzo ancora maggiore rispetto a quello per ridurre la Tosap, con un abbattimento complessivo del 40% delle tasse sul suolo pubblico“.
“Anche le attività artigianali avranno un beneficio – conclude Cerboni –, che però è già stabilito da una legge dello Stato e che si andrà a sommare alle riduzioni applicate dal Comune di Grosseto. La nostra azione non si ferma qui: investiremo sempre più per far ripartire l’economia grossetana“.
Esempi di tipologie residenziali
100 mq e 4 residenti
– 5,29 %
(da 500,33 euro del 2016 a 473,83 euro del 2017)
80 mq e 3 residenti
– 5,29 %
(da 383, 08 del 2016 a 362,82 del 2017)
50 mq e 2 residenti
– 4,81 %
(da 260,68 del 2016 a 248,14 del 2017)
Esempi di utenze non domestiche
Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli
– 10,41 %
Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze
– 10,22 %
Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato
– 9,46 %
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
– 11,05 %
Bar, caffè, pasticcerie
– 10,84 %
Generi alimentari (pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi), supermercati
– 10.88 %
Ortofrutta, pescherie, fiori e piante
– 10.45 %
Banchi di mercato beni deperibili
– 10.34 %
Esempi di tariffe non domestiche (superficie di 100 mq)
Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli
460 euro (2017)
513 euro (2016)
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
1538 euro (2017)
1729 euro (2016)
Bar, caffè, pasticcerie
1147 euro (2017)
1286 euro (2016)
Generi alimentari (pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi), supermercati
866 euro (2017)
960 euro (2016)

