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Acquedotto del Fiora presenta il bilancio 2015: 12 mesi di investimenti, innovazione e consolidamento

Nel 2015 Acquedotto del Fiora ha generato autofinanziamento per oltre 33 milioni e realizzato investimenti per oltre 41 milioni, pari a oltre 100 euro per abitante, un importo 3 volte superiore alla media nazionale.

I ricavi sono stati 103,1 milioni – lo 0,5% in meno rispetto al 2014 – e 8,5 milioni l’utile che, come negli esercizi precedenti, non viene distribuito ai soci.

Questi sono i risultati economico finanziari del bilancio di esercizio 2015 portati in approvazione all’assemblea dei soci.

Durante l’esercizio è stato effettuato il consolidamento del debito a medio-lungo termine, per un valore di 143 milioni, con la conseguente riduzione del costo degli interessi bancari per circa 1 milione rispetto al 2014, mentre la posizione finanziaria netta si è attestata a 130,5 milioni di euro (il massimo previsto nella durata della concessione).

Inoltre, sono stati stabilizzati 28 dipendenti a tempo determinato grazie alla legge di stabilità 2015, che hanno consentito al gestore di fortificare l’organico e puntare sulla qualità del lavoro, fattore indispensabile per una azienda come Acquedotto del Fiora.

Da segnalare anche l’indice di “customer satisfaction” all’89%, che evidenzia la buona qualità del servizio tecnico e commerciale erogato dal gestore nel territorio.

Tra gli interventi per l’equità del servizio nel 2015 si segnala l’accertamento e l’inserimento nell’anagrafica utenti di circa 3.700 elusori ed evasori, che ha consentito maggiori ricavi strutturali – cioè a valere anche per gli anni successivi – di oltre 600.000 euro.

Da ricordare, inoltre, la rimodulazione della tariffa dell’Autorità Idrica Toscana, che ha inserito una fascia agevolata che garantisce oltre 82 litri di acqua al giorno per utenza domestica residente al costo di 0,016 euro, ossia circa 0,21 euro al metro cubo, in linea con la Risoluzione 64/292 dell’Omu del 28 luglio 2010 che riconosce l’accesso ad un’acqua sicura e pulita e all’igiene personale come diritto umano.

Gli investimenti

Dall’inizio della concessione, il gestore del servizio idrico Integrato ha portato avanti consistenti investimenti – 340 milioni dall’inizio della concessione -, che hanno permesso di dotare il territorio in cui opera di infrastrutture all’avanguardia, come la centrale di telecontrollo del Grancia, che consente di gestire da remoto 24 ore su 24 l’intera rete idrica di oltre 10mila chilometri, di completare il piano di realizzazione di impianti di depurazione per gli scarichi con oltre 2.000 abitanti equivalenti, di ultimare i depuratori nei comuni di Abbadia San Salvatore e Montalcino e iniziare la realizzazione dei depuratori di Arcidosso e Manciano, raggiungendo, così, la copertura del 94% delle utenze (oltre il 24% superiore alla media nazionale).

È stato, inoltre, portato a termine l’adeguamento tecnologico delle dorsali Fiora e Arbure, grazie al quale è ora possibile gestire gli oltre 150 fronti franosi (di cui 64 attivi, 35 quiescenti e 15 indeterminati che causano da 15 a 20 rotture all’anno sulle dorsali) senza arrecare disagi generalizzati agli utenti, consentendo di raggiungere una disponibilità del servizio di erogazione idrica di oltre il 99,5%. Inoltre, l’innovazione tecnologica nel telecontrollo, con oltre 5.000 punti monitorati, permette oggi di implementare tecniche di distrettualizzazione per affrontare in modo efficace la riduzione delle perdite idriche sulla rete.

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con gli utenti mediante il potenziamento dei servizi sul sito Internet, l’incremento della comunicazione attraverso il sito e l’attivazione dei social network, con un numero di contatti di oltre 500.000 all’anno che vanno ad aggiungersi ai circa 200.000 gestiti tramite call center e sportelli al cittadino.

Inoltre, la politica di non distribuzione degli utili, adottata dai soci, ha consentito di ridurre il debito di oltre 50 milioni e di risparmiare oltre 2 milioni di interessi all’anno fino alla fine della concessione (2026), mentre il contenimento dei costi operativi (a partire dall’energia elettrica), la riduzione degli interessi bancari e i risultati della lotta all’elusione ed evasione tariffaria, realizzati nel 2015, hanno permesso al gestore di mitigare gli incrementi tariffari sospinti in alto dalla mole degli investimenti e di mantenere i costi di esercizio nella media della Toscana, nonostante la popolazione dell’ambito in cui il Gestore opera abbia una densità abitativa 3 volte inferiore alla media regionale.

Infine, è stato avviato il progetto “Sap – Work force management” insieme ad altre 50 aziende del gruppo Acea che operano su 4 regioni italiane, per efficientare la gestione, rendendo più immediata la programmazione degli interventi sul territorio e riducendone i tempi.

Conferenza Acquedotto del Fiora 2

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