Politica

Politiche, Simiani non entra in Parlamento: “Colpa di legge elettorale sbagliata”

Non sarò un deputato del Parlamento di questa legislatura“.

A dichiararlo, sul suo profilo Facebook, è Marco Simiani, che commenta l’esito delle elezioni politiche.

“L’esito delle urne mi ha tenuto in bilico per un giorno e mezzo e, per una serie di ripartizioni nazionali, quel seggio, che sarebbe dovuto essere del Pd con il mio nome, è stato assegnato a un altro partito. Tutto questo frutto di una legge elettorale sbagliata e poco incline a rappresentare i territori – sottolinea Simiani -. Prendo atto di questo e della sconfitta pesante, senza appelli, del Partito Democratico, su cui pesa l’enorme responsabilità di questi ultimi anni, difficilissimi, vissuti dal Paese. Dal 25 settembre l’Italia sarà governata da un’altra parte politica, con una visione diversissima dalla nostra e per questo il Pd farà la sua opposizione ferma, determinata, senza cedere neanche di un centimetro. Oggi per me è il giorno di fare un bilancio politico e personale“.

“Politico: il Pd non è al tramonto, come ha raffigurato malissimo il sindaco di Grosseto, ma certo deve ritrovare una propria identità. Io credo che la debba trovare nel segno dell’Europa, riscoprendo una nuova dimensione territoriale che parta dai vertici, ma soprattutto in ogni singolo territorio, in ogni singolo comune – spiega Simiani -. Il rinnovamento dovrà avvenire non solo nella prospettiva, ma anche nella sua linea politica. È arrivato il momento di immaginare la nostra azione politica vivendo non più con schemi novecenteschi lontanissimi dalle nuove generazioni. Per i nostri valori, dovremo essere in grado di ricostruire un soggetto politico nuovo, europeista e riformista, dove 2030 e 2050 siano gli obiettivi verso cui tendere per consentire un futuro alle generazioni che verranno. Sicuramente i nostri ex alleati non hanno capito la posta in palio scegliendo di guardare al proprio orto, forse dovevamo lanciare prima una proposta politica, alta, che aggregasse tutte le forze europeiste, progressiste e riformiste, tutto questo non è avvenuto e oggi dobbiamo prendere atto di questa grande sconfitta”.

“La riflessione personale è più serena, ma non meno severa: negli ultimi anni ho dato tantissimo alla politica che per me è stato il Partito Democratico, lasciando indietro molto della mia vita, come la famiglia, il lavoro, gli amici. Adesso è arrivato il momento di fermarsi un attimo e di trovare di nuovo il filo delle cose dentro di me, superare le passioni per prendere le decisioni giuste, coerenti e rispettose di me stesso e del mio percorso. In questa campagna elettorale ho vissuto ogni giorno spendendo tutto me stesso, non avrei potuto aggiungere né un chilometro, né un incontro. Ora invece prendo doverosamente il tempo per riflettere. L’unico sogno che oggi nutro con lo stesso entusiasmo di sempre è quello di facilitare l’ingresso dei giovani in politica perché si formi un gruppo dirigente nuovo e aperto, senza paura e con la voglia di conquistare quel mondo migliore che non è un miraggio, ma l’unica speranza per cui vale la pena impegnarsi! Vorrei dire moltissimi grazie, ma non mi affiderò a un post, lo farò di persona, come faccio sempre, guardando le persone negli occhi e stringendo una mano – termina Simiani! Un grazie immenso a tutti e a tutte perché anche questa volta ho ricevuto più di quello che ho dato“.

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