L’8 aprile scorso, gli agenti della Polizia di Grosseto hanno eseguito, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo maremmano, l’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Grosseto nei confronti di tre persone, indagate per i reati di maltrattamenti verso bambini ed abbandono di minore, commessi all’interno dell’asilo nido “Albero azzurro” di Grosseto.
Le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza cautelare erano state avviate dalla Polizia di Grosseto lo scorso novembre, in seguito alle dichiarazioni rese da due ex dipendenti dell’asilo nido, e sono state coordinate dalla Procura.
Le indagini
La macchina investigativa messa in campo ha utilizzato intercettazioni audio/video effettuate all’interno dell’asilo privato: sono state proprio le immagini a consentire di acquisire importanti riscontri alle dichiarazioni delle due ex educatrici in merito all’ipotesi di maltrattamento ai danni dei bambini, di età compresa tra i dodici e i ventiquattro mesi, che frequentavano la struttura.
In particolare, ha trovato conferma la circostanza secondo la quale nell’asilo “Albero Azzurro” veniva seguito un particolare e rigido metodo educativo, consistente nell’utilizzare maniere molto brusche per costringere i bambini a mangiare e nel “punire” i bambini stessi, allorché questi erano particolarmente agitati, portandoli in una sala dormitorio dove venivano lasciati a terra, da soli, senza alcun controllo, anche per un tempo prolungato.
La titolare dell’asilo e le due educatrici colpite dall’ordinanza cautelare sono state indagate perché, in concorso tra loro e abusando della prestazione d’opera professionale, hanno sottoposto a maltrattamento fisico e psicologico i bambini a loro affidati, e hanno attuato condotte violente e vessatorie nei loro confronti.
Dalle video-riprese si nota che le educatrici spesso afferravano i bimbi di peso, li strattonavano, li trascinavano da una parte all’altra, facendoli poi ricadere bruscamente a terra dall’alto. Inoltre, le maestre, per far mangiare i bambini, spingevano ripetutamente la testa dei piccoli all’indietro, mentre infilavano loro il cibo in bocca con la forza, tappando poi la bocca dei bambini con l’altra mano per evitare che vomitassero.
In altre occasioni, sempre allo scopo di far mangiare forzatamente i bambini, le educatrici davano loro buffetti e schiaffetti sulle mani, sulla bocca e sulla testa e, in altri casi, veri e propri schiaffi in viso e sulla testa, allo scopo di indurli a interrompere il pianto o, comunque, per infliggere punizioni. In altre occasioni, infine, le educatrici isolavano i bambini dal gruppo e li chiudevano da soli al buio nella stanza adibita a dormitorio, oppure li chiudevano fuori della porta della sezione, seduti o sdraiati sul pavimento, lasciandoli in tal modo, anche per lunghi periodi di tempo, da soli, in balia di loro stessi e in preda al pianto, privi di ogni protezione e della pur minima vigilanza. Infine, spesso urlavano e inveivano contro i bambini allo scopo di farli tacere.
Contestualmente all’esecuzione delle misure, sono stati notificati anche gli avvisi di garanzia ad altre due educatrici e a una seconda proprietaria, che sono indagate in stato di libertà in concorso con le tre persone sottoposte a provvedimento cautelare per gli stessi reati.

