Pubblicato il: 18 Novembre 2013 alle 17:51

Politica

L’iter per la vendita delle farmacie va avanti, ma Sel e M5S annunciano il ricorso al Tar per sospendere la procedura

Citerni - Fiori - GoriIl braccio di ferro fra i promotori del referendum consultivo sulla vendita delle farmacie comunali e l’amministrazione comunale si arricchisce di una nuova puntata.

Dopo la votazione del Consiglio comunale, che lunedì scorso ha bocciato le due mozioni presentate da Movimento Cinque Stelle e Sel e con le quali veniva chiesta la sospensione dell’iter di vendita delle farmacie, 13 cittadini, firmatari insieme ad altre 132 persone per l’istituzione del referendum, hanno apposto la propria firma anche sul ricorso al Tar, chiamato adesso a risolvere questa controversia.

Si tratta di una vera e propria lotta contro il tempo per raggiungere l’obbiettivo di arrivare ad un provvedimento di sospensione del procedimento di cessione delle farmacie da parte del tribunale prima del 3 dicembre, data fissata per l’apertura delle buste relative alle offerte per le farmacie comunali riunite.

In quella stessa circostanza, infatti, il Comune potrebbe già firmare il contratto di vendita con chi avrà proposto la somma più alta per l’acquisto delle strutture, rendendo vana ed inefficace la tornata referendaria.

Dopo la bocciatura delle mozioni che abbiamo presentato in Consiglio comunale insieme al Movimento Cinque Stelle – dichiarano Cristina Citerni, Capogruppo di Sel al Comune di Grosseto, e Giacomo Gori, Capogruppo del Movimento Cinque Stelle –, la palla passa ai cittadini. Sono stati proprio 13 soggetti privati a firmare il ricorso al Tar e noi appoggeremo la loro azione”.

Non avremmo mai voluto arrivare a questo punto – spiega ancora Cristina Citerni e fino all’ultimo abbiamo cercato una ricomposizione politica con gli altri schieramenti presenti in Consiglio comunale. Adesso, siamo di fronte ad una vera e propria sconfitta della democrazia: il regolamento comunale prevede l’istituzione di un referendum consultivo, ma questa amministrazione sta ricorrendo a qualsiasi espediente pur di non utilizzare questo strumento per dare voce ai cittadini”.

Ho come la convinzione che certi consiglieri comunali facciano finta di non capire – rivela Giacomo Gori: quando parlo con loro di questa vicenda, fanno riferimento al referendum come se esso avesse solamente un’efficacia consultiva, quando invece il regolamento comunale parla esplicitamente di ‘effetto vincolante’ dell’esito dello stesso”.

Il ricorso al Tar portato avanti dai tredici firmatari è stato affidato all’avvocato Claudio Fiori.

Il ricorso è stato preparato in soli tre giorni e venerdì scorso il Comune ha ricevuto la notifica di questo atto – spiega il legale. Non abbiamo infatti tempo da perdere e dobbiamo muoverci il più in fretta possibile. Le motivazioni sui cui si basa il nostro ricorso vertono sul fatto che il referendum è uno strumento democratico riconosciuto dallo statuto del Comune di Grosseto e sull’articolo 22 dello stesso regolamento, che prevede che la tornata referendaria si svolga regolarmente una volta che esistano i requisiti affinchè quest’ultima venga istituita”.

Il nostro auspicio – conclude Fiori è che si arrivi ad una sospensiva da parte del Tar prima del tre dicembre, perché secondo le normi vigenti la Camera di Consiglio si esprimerà solamente venti giorni dopo la presentazione del ricorso e se intanto il Comune avesse già stipulato il contratto con gli acquirenti delle farmacie l’istituzione referendaria sarebbe vanificata”.

Nella foto in alto, da sinistra verso destra: Cristina Citerni, l’avvocato Claudio Fiori e Giacomo Gori

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