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Annullato il Palio della granocchia, il plauso della Lav: “Spettacolo diseducativo”

Il Palio della granocchia di Paganico non si terrà il prossimo 4 settembre, come previsto inizialmente.

La Asl, anche a seguito di diffide da parte di Enpa e Lav, ha infatti espresso il suo parere negativo allo svolgimento della manifestazione, obbligando il sindaco di Civitella Paganico, Alessandra Biondi, a sospenderla.

Lav esprime la sua soddisfazione per il parere della Asl, “finalmente in linea con la tutela degli animali, dopo decenni in cui si è concesso di correre la gara, nonostante le evidenze di rischio e stress per le rane. In base alla Legge regionale toscana 59/2009, infatti, il Comune può autorizzare le manifestazioni con animali solo previo parere favorevole della Asl di competenza”.

Il Palio della granocchia – dichiara Lav – consiste in una gara dove i concorrenti spingono a mano una carriola su cui sono poste alcune rane, allo scopo di raggiungere il traguardo, distante circa 300 metri dal punto di partenza. Durante il percorso, ogniqualvolta gli animali, spaventati dalla situazione, tentino di saltare per fuggire dalla carriola, è previsto che i concorrenti li raccolgano e li ripongano sulla stessa. Appare scontato il pericolo e lo stress per gli animali, come è ben visibile anche nei video reperibili in rete, che non appena saltano via dalle carriole in corsa terrorizzati, vengono nuovamente afferrati e posti sulle stesse per riprendere la gara. Tale trattamento può di per sé configurare il reato di maltrattamento di animali previsto dall’art. 544 ter del Codice penale, che è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro”.

“Inoltre, vale ricordare che proprio in materia di feste popolari interviene l’art. 544 quater del Codice penale, introdotto dalla Legge 189/2004, che letteralmente statuisce che ‘Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali, è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a 15.000 euro’. Ad essere passibili di conseguenze penali sono, in base alla legge, tutti i soggetti attivi, cioè ‘chiunque concorre, a qualsiasi titolo, all’organizzazione dell’evento’ (comprese le attività di coordinamento, predisposizione, direzione, ecc.) nonché ‘chiunque promuove l’evento’. È bene ricordare che in base a sentenze della Suprema Corte il cagionare lesioni a un animale non è confinato alle sole lesioni dell’integrità fisica – continua la Lav, ma riconducibile a sofferenze di carattere ambientale, comportamentale, etologico o logistico, comunque capaci di produrre danno agli animali in quanto esseri senzienti, come quelle cui sono sottoposte le rane durante la festa popolare in questione”.

“Si consideri infine che, riprendendo un documento sottoscritto da oltre 600 psicologi in riferimento agli spettacoli con animali, ‘utilizzare’ gli animali nelle sagre è peraltro diseducativo – termina la nota perché induce al disconoscimento di messaggi di sofferenza, ostacola lo sviluppo dell’empatia e sollecita una risposta incongrua, divertita, alla pena, al disagio, all’ingiustizia. Si segnala che altri Comuni, proprio per le suddette motivazioni, hanno provveduto alla sostituzione di animali vivi con fantocci; a titolo esemplificativo si può citare il Comune di San Casciano dei Bagni (Siena), dove le rane sono state sostituite da animali finti. Ogni riferimento all’annullamento del Palio della granocchia di Paganico è ovviamente relativo alla sua versione con rane vive, in base al parere negativo Asl. Saremo, al contrario, soddisfatti nel momento in cui la Pro Loco e il Comune volessero disporre una manifestazione senza utilizzo di animali, Attendiamo l’aggiornamento del regolamento sul sito della Pro Loco, che ancora riporta la presenza di rane vive e del loro utilizzo”.

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