Grosseto. Si è chiusa con uno sguardo rivolto alle prossime sfide politiche la Festa regionale de l’Unità, tornata a Grosseto dopo dieci anni.
Dieci giorni di incontri, dibattiti, cultura e socialità che hanno registrato un record presenze e il coinvolgimento di 300 volontarie e volontari, confermando la capacità della Festa di tornare a essere uno spazio di partecipazione politica e confronto.
L’ultima giornata ha avuto al centro il tema delle elezioni amministrative del 2027 e della costruzione di una coalizione di centrosinistra in grado di presentarsi agli elettori con un progetto politico condiviso. Al Bastione Garibaldi si sono confrontate le diverse forze del centrosinistra, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da Italia Viva ad Alleanza Verdi e Sinistra, insieme a Partito Socialista Italiano, Azione, Rifondazione Comunista e Base Popolare.
Un confronto che ha messo al centro alleanze e programma, con l’obiettivo di costruire una proposta politica comune per Grosseto e per gli altri Comuni della provincia chiamati al voto.
«Questa Festa ci ha permesso di rimettere la politica al centro, attraverso il confronto e la partecipazione – ha dichiarato Marco Simiani, segretario dell’Unione comunale del Pd di Grosseto -. L’incontro con le forze del centrosinistra ha rappresentato un passaggio importante perché abbiamo iniziato a discutere non soltanto di alleanze, ma soprattutto delle idee e delle priorità con cui vogliamo presentarci alle amministrative del 2027. Da qui dobbiamo proseguire il lavoro, costruendo una proposta concreta per Grosseto, capace di parlare alla città e ai suoi territori».
Per il Partito Democratico, la conclusione della Festa ha rappresentato quindi un punto di partenza verso una fase politica nella quale il confronto dovrà tradursi in iniziativa sui territori.
«Il bilancio della Festa è positivo non solo per la partecipazione, ma soprattutto per la qualità del confronto politico che abbiamo costruito – ha sottolineato Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd Grosseto -. Abbiamo riportato a Grosseto la Festa dopo dieci anni e abbiamo dimostrato che esiste una comunità politica capace di mobilitarsi e discutere. Il confronto sulle amministrative del 2027 ci ha consegnato una direzione di lavoro: costruire un centrosinistra largo, credibile e radicato nei territori, partendo dalle questioni concrete che riguardano le nostre comunità».
Nel corso della giornata non è mancato anche lo spazio dedicato alla cultura, con la presentazione del libro “Dall’Ambra all’Ombrone: Berlinguer ti ho voluto bene”, alla presenza dell’autore Lido Masini e dell’editore Stefano Innocenti, e quella di “La vita mi prude: poesie di Giacomo Mantiglioni”, seguita dalla presentazione del progetto sociale “Tortell’aut, pastai in Maremma”.
Nel tardo pomeriggio il confronto si è spostato sulla dimensione nazionale con l’incontro “Verso le politiche 2027: le proposte del centrosinistra per governare il Paese”, che ha riunito Simona Bonafè, deputata del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo Pd alla Camera; Maria Elena Boschi, deputata e capogruppo di Italia Viva alla Camera; Filiberto Zaratti, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e commissario toscano di Europa Verde; Andrea Quartini, deputato del Movimento 5 Stelle e segretario del gruppo M5S alla Camera. Al centro, le prospettive del centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche.
La giornata conclusiva ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sul significato politico della Festa. Nel suo intervento, Nicola Zingaretti, europarlamentare e capo delegazione del Partito Democratico, ha preso le mosse proprio dall’esperienza vissuta a Grosseto, dalla partecipazione e dal lavoro dei tanti volontari che hanno animato la manifestazione, per allargare il ragionamento alla situazione del Paese. Una riflessione sulla necessità di ricostruire un rapporto forte tra politica e cittadini, a partire dai territori e da luoghi di confronto come le Feste dell’Unità, capaci di riportare la politica dentro le comunità e di trasformare la partecipazione in una prospettiva concreta di governo.
Il ragionamento si è inserito così nel percorso tracciato durante i dieci giorni della Festa: dalla dimensione locale alla prospettiva nazionale, passando per la costruzione di un centrosinistra capace di confrontarsi, elaborare proposte e prepararsi alle prossime sfide elettorali.
La chiusura politica della Festa è stata affidata alla Toscana. Sul palco sono intervenuti Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, e Stefania Lio, vicesegretaria del Pd Toscana, per il confronto “Toscana: il futuro è già cominciato”.
Un appuntamento che ha riportato il dibattito sul governo regionale e sulle prospettive politiche della Toscana, mettendo in evidenza il ruolo della Regione come laboratorio politico e amministrativo del centrosinistra e il lavoro da sviluppare nei prossimi anni.
La Festa si è conclusa infine con la cultura e la musica, con la presentazione di “Fuga da Heliantropos e altri racconti” di Luciana Pericci e Davide Braglia, le letture interpretate di Giovanni Crimini e il concerto degli NDF.
Dieci giorni che hanno riportato Grosseto al centro del confronto regionale del Partito Democratico e che si sono chiusi indicando già le prossime tappe: territorio, alleanze, programma e costruzione di una proposta politica in vista del 2027.

