Pubblicato il: 28 Ottobre 2013 alle 15:15

Attualità

“Lampedusa è qui”: Grosseto ricorda i migranti morti con una fiaccolata silenziosa

Vescovo Rodolfo CetoloniUn gesto semplice, caratterizzato da un silenzio che non vuole significare rassegnazione ed indifferenza, ma che rappresenta un grido assordante illuminato da una fiaccola per rischiarare le menti e risvegliare le coscienze di ogni persona di fronte ad una delle più grandi tragedie che ha colpito il nostro Paese negli ultimi anni.

E’ il senso di “Lampedusa è qui”, l’iniziativa organizzata dalla Diocesi di Grosseto che si svolgerà domenica prossima, alle 21.

Si tratta di una fiaccolata che si snoderà da piazza Rosselli fino a piazza del Duomo, per ricordare gli oltre trecento profughi morti nel mare di Lampedusa ad un mese esatto dalla loro scomparsa.

“’La fiaccolata è stata denominata ‘Lampedusa è qui’ perché questi terribili eventi hanno coinvolto non soltanto l’isola siciliana, ma l’intero Paese e anche la città di Grosseto. Questa iniziativa si pone l’obiettivo di non far cadere nel dimenticatoio una simile tragedia – spiega il vescovo di Grosseto, Rodolfo Cetoloni (nella foto a sinistra) – per evitare che questi fatti diventino un’assuefazione consumata dalla routine della vita di tutti i giorni. I luoghi scelti per la partenza e la conclusione della fiaccolata non sono casuali: infatti, il tragitto dalla Prefettura al Duomo vuole rappresentare metaforicamente il legame tra autorità civili e religiose in un dramma che coinvolge tutti”.

Grazie alla collaborazione della Curia di Agrigento – continua il vescovo di Grosseto, sarà presente anche don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa, che potrà darci una testimonianza viva di come la popolazione dell’isola abbia accettato questa situazione di continua emergenza e di come gli stessi abitanti aiutino con generosità e sensibilità i migranti. Inoltre, interverrà anche Firas Lutfi, frate francescano siriano, che ha vissuto sulla propria pelle il dramma della guerra e della devastazione del suo Paese. Lampedusa, infatti, è il punto d’arrivo di chi scappa non solo dalle problematiche realtà nordafricane, ma anche dall’Eritrea, dalla Somalia e, appunto, anche dalla stessa Siria. Si tratta di due testimonianze dirette che ci aiuteranno a capire al meglio queste sconvolgenti situazioni”.

Sono principalmente due le ragioni che ci hanno spinto ad organizzare questa iniziativa – dichiara Don Desiderio Gianfelici, vicario generale della Diocesi di Grosseto –: quello che è accaduto ci coinvolge direttamente e la fiaccolata può essere un gesto piccolo, ma concreto, per dare risposte alle domande che nascono nel cuore di ogni uomo, agli interrogativi che permettono alla tragedia di Lampedusa di non essere dimenticata; il secondo motivo risiede nella volontà di instaurare in ogni persona un cambiamento culturale, reso necessario dal dilagare della globalizzazione e dalla conseguente ridefinizione dei confini del mondo, che deve volgere all’integrazione e all’accoglienza di nuove popolazioni”.

La fiaccolata è stata un’idea nata dalla visita di Papa Francesco a Lampedusa – spiega Davide Monaci, presidente diocesano dell’Azione Cattolica -: il nostro obiettivo è quello di realizzare un evento che possa far riflettere anche una realtà piccola, come quella di Grosseto, sull’immane tragedia che ha colpito i migranti”.

La fiaccolata non vuole proporre soluzioni – spiega Lorenzo Fantacci, responsabile della Fraternità laicale francescana della parrocchia di Santa Lucia –, ma deve essere un momento per fermarsi a riflettere sulle storie di vita, sui volti, sulle persone che la tragedia di Lampedusa ha fatto emergere, e deve rappresentare un’occasione per ascoltare il proprio cuore. Si tratta di un gesto semplice, ma profondo e carico di significati”.

Il programma di “Lampedusa è qui”

Domenica 3 novembre, alle 21, il ritrovo dei partecipanti è fissato davanti al palazzo del Governo, in piazza Rosselli. Quindi, partirà la fiaccolata silenziosa, composta da semplici cittadini e dalle massime istituzioni locali, che attraverserà via IV novembre e corso Carducci per concludersi in piazza Duomo, dove l’iniziativa terminerà con l’accensione di un grande fuoco sul sagrato della cattedrale, alimentato da incenso che salirà verso il cielo in segno di preghiera, mentre verranno suonate le note del “Silenzio”.

Nella foto in basso, da sinistra: Lorenzo Fantacci, il vescovo Rodolfo Cetoloni, don Desiderio Gianfelici e Davide Monaci

Conferenza Lampedusa è qui

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