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Festa della Liberazione: il comitato 25 aprile organizza una cerimonia commemorativa

di Redazione
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Il comitato 25 aprile di Roccastrada, di cui fanno parte Società operaia di mutuo soccorso, Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Roccatederighi, Arci di Montemassi, Pd, Pci e Rifondazione Comunista, invita i propri aderenti e tutta la popolazione a presenziare, con le dovute prescrizioni sanitarie (distanziamento e mascherina), alle 10 di domenica 25 aprile, presso il monumento ai partigiani in località “Ponte del Ricci”, alla presenza delle autorità e del sindaco di Roccastrada Francesco Limatola.

“Nel ricordare che, per il secondo anno consecutivo non sarà fatta la tradizionale colazione alla ‘Madonnina’ di Roccatederighi e il relativo corteo con la banda in testa per le vie del paese, ma che il nostro impegno non verrà meno a mantenere vivo il ricordo di quei tempi dolorosi e a non dimenticare una dittatura sanguinaria durata oltre vent’anni, dove c’è voluto il sacrificio più alto di una generazione di giovani uomini e donne, combattenti partigiani e  partiginae per liberare l’Italia dalla tirannia nazi-fascista, e che noi ringraziamo per averci poi donato la Repubblica e la Costituzione repubblicana – dichiara Renzo Salvestroni, coordinatore del comitato -. Combatteremo e contrasteremo in tutte le circostanze possibili i vili e vigliacchi tentativi che da più parti arrivano, tesi a voler riscrivere la storia facendo apparire i carnefici come vittime“.

“Ricordiamo, inoltre, che il prossimo 24 luglio ci sarà un’iniziativa dell’amministrazione comunale di Roccastrada per i cento anni dalla strage perpetrata dagli squadristi fascisti della prima ora, la mattina del 24 luglio 1921, quando ancora Benito Mussolini non era andato al potere, con la complicità di Casa Savoia, latifondisti e capitalisti industriali di allora per fermare l’avanzata socialista; furono nove le vittime innocenti, colpevoli di trovarsi sulle vie del paese di Roccastrada, dove governava un sindaco socialista, e ignari della furia criminale fascista che stava per abbattersi su di loro – termina Salvestroni -. Facciamo nostre le parole dell’onorevole socialista Giacomo Matteotti, anch’egli vittima degli squadristi nel 1924 mandati da Benito Mussolini: ‘Il fascismo non è un’opinione, è un crimine’”.

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