Giacomo Gori e Cristina Citerni hanno depositato questa mattina alla segreteria del sindaco la richiesta per il referendum consultivo sulla vendita delle farmacie comunali riunite da parte dell’amministrazione comunale di Grosseto.
“Abbiamo completato in questi giorni la raccolta delle firme necessarie per consegnare tutta la documentazione – dichiara Giacomo Gori, consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle -. Sono stati 120 i cittadini che hanno aderito alla nostra petizione e circa 70 persone hanno firmato la richiesta nella serata organizzata martedì scorso alla Fondazione Il Sole dal coordinamento per il referendum, dimostrando quanto questa tematica stia molto a cuore alla gente”.
Adesso, la palla passa al sindaco Bonifazi, che dovrà informare la Presidenza del Consiglio comunale sull’avvenuta richiesta e, quindi, sarà lo stesso Consiglio a nominare il cosiddetto “Collegio degli esperti”: si tratta di cinque persone che avranno il compito di giudicare l’ammissibilità dei due quesiti referendari sulle farmacie comunali e che possono essere anche essere esterni al Consiglio comunale.
“Il Consiglio comunale, infine, potrà ribaltare la decisione presa dai cinque esperti, in un senso o nell’altro – spiega Giacomo Gori -. Ci sono però delle lacune all’interno del regolamento comunale che rischiano di dilatare eccessivamente i tempi di attesa per lo svolgimento del referendum: non è specificata, infatti, la tempistica entro la quale il Consiglio debba nominare il collegio degli esperti, che comunque dovrà esprimersi sull’ammissibilità dei quesiti entro trenta giorni dalla sua formazione”.
Nel caso in cui il referendum venisse dichiarato ammissibile, servirebbero altre quattromila firme per la sua effettiva realizzazione.
“E’ un traguardo che pensiamo di poter raggiungere facilmente – dichiara Cristina Citerni, consigliere comunale di Sel – perché da quando abbiamo istituito il coordinamento per i referendum abbiamo riscontrato personalmente che moltissime persone appoggiano in pieno la nostra campagna contro la vendita delle farmacie. Quindi, ribadisco che l’asticella delle quattromila firme sarà superata senza troppi problemi”.
“Il mio auspicio – continua Cristina Citerni – è che, non appena avremo consegnato le cento firme che promuovono la richiesta per il referendum alla segreteria comunale, il sindaco blocchi l’iter per la vendita delle farmacie sancito dalla delibera. Se non lo facesse ora, mi auguro che sospenda tale processo almeno nel caso in cui i cinque esperti si esprimessero positivamente sull’ammissibilità dei due quesiti. In caso contrario, si aprirebbe un caso di legittimità amministrativa e passeremo alle vie legali nei confronti dell’amministrazione”.
Secondo il regolamento comunale, per essere giudicato valido, il referendum consultivo dovrà raggiungere il quorum del 50% più 1 dei votanti, equivalente a circa trentamila residenti nel Comune di Grosseto.
“Quello del quorum è un problema rilevante, considerando che in questo periodo molti cittadini si stanno disamorando alla politica, come testimonia il calo dell’affluenza alle urne nelle ultime tornate elettorali – afferma Giacomo Gori -. Inoltre, siamo convinti che il quorum sia uno strumento che danneggia in modo significativo una democrazia partecipativa come quella italiana”.
“A questo proposito – spiega infine Gori -, il Movimento Cinque Stelle presenterà la prossima settimana una proposta di delibera in Consiglio comunale per abolire il quorum”.

