Emilio Landi è il nuovo presidente di Acquedotto del Fiora.
Oggi, l’assemblea dei soci ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che resterà in carica per i prossimi tre anni.
Per la parte pubblica sono stati nominati Emilio Landi (indicato come presidente), Roberto Baccheschi, Roberto Renai, Bianca Maria Rossi e Aviano Savelli, mentre per la parte privata sono stati nominati Emanuela Cartoni, Giovanni Paolo Marati, Jolanda Papalini e Aldo Stracqualursi.
Le congratulazioni del sindaco Balocchi
“L’Acquedotto del Fiora spa è una società che rappresenta qualcosa di speciale per l’Amiata. I cittadini della montagna hanno un rapporto speciale con le loro acque e sono consapevoli di avere un compito di presidio di un bene collettivo straordinario – dichiara Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora -. L’acqua che nasce a Santa Fiora e all’Ermicciolo non è semplicemente una materia prima che sgorga dai rubinetti, un servizio di acqua potabile per la collettività. L’acqua è un patrimonio, un bene pubblico particolare e come tale ha bisogno di una sensibilità speciale“.
“Abbiamo sempre pensato, come cittadini e amministratori e non per mera rivendicazione territoriale, che le persone chiamate a gestire l’Acquedotto del Fiora dovessero avere un forte radicamento sull’Amiata, perché portatori di cultura del bene pubblico e consapevolezza del valore amministrato – continua il sindaco -. Emilio Landi, già amministratore pubblico e dall’importante esperienza manageriale nel settore privato, raccoglie in se tutte le caratteristiche migliori per difendere e far crescere, conservare ed educare le popolazioni ad un uso responsabile di una materia prima di alta qualità com’è l’acqua del Fiora. Il legame di origine è una garanzia per tutti i cittadini in termini di originali competenze e di lavoro. Per tutto questo è importante che ci sia Landi a gestire e, contemporaneamente, una struttura forte per fornire informazioni dall’Amiata a tutti gli utenti della rete“.
“Come sindaco di Santa Fiora sarò al fianco del nuovo presidente e degli altri amministratori dell’Acquedotto – conclude Balocchi – perché la nostra ottima materia prima sia sfruttata al meglio“.

