Le organizzazioni sindacali, congiuntamente alla R.S.U, ritengono non più proseguibile il confronto con SEI Toscana stante il continuo peggioramento della situazione generale riguardo l’affidamento del servizio di igiene urbana nell’ambito SUD della Toscana.
“Nonostante la volontà di riaprire il tavolo di trattativa per cercare le soluzioni organizzative più idonee per lo svolgimento del servizio in linea con l’impianto della L.69 regionale dalla quale deriva appunto la divisione in tre ATO, l’azienda SEI Toscana, che si è aggiudicata la gara Ato Sud, ormai sono mesi che non rispetta gli impegni nemmeno sugli ordini del giorno delle riunioni sindacali –si legge in una nota congiunta di FP CGIL Toscana, FIT CISL Toscana e UILTRASPORTI Toscana-. L’incontro odierno, infatti, era stato aperto inizialmente per discutere sulla questione dell’affidamento al socio industriale Cooplat del servizio di gran parte del territorio della Provincia di Grosseto (oltre il 60%) con il conseguente passaggio di circa 200 degli attuali dipendenti di SEI Toscana alla cooperativa.
Vicenda sulla quale ci sono ancora forti dubbi per la mancanza di chiarezza della situazione in generale e sulla mancanza di prospettive di tutela e garanzia dei lavoratori che dovrebbero essere coinvolti. Ma – proseguono– ulteriore sorpresa stamani l’Azienda ci informa che la situazione sta peggiorando con il crearsi di continue ed ulteriori criticità, fino ad arrivare al punto che non c’è neanche la certezza del corrispettivo economico previsto dalla gara di affidamento e che, con l’Assemblea Ato Sud, c’è il rischio di una rottura.
Un rapporto, quello tra Sindacato e Azienda, partito con Relazioni Industriali difficili e, fino ad oggi, in salita; un confronto viziato dalla volontà di gestione unilaterale, da parte di SEI Toscana, a partire dalla mancata definizione chiara degli ordini del giorno tendente a portare in discussione i soli argomenti di interesse aziendale e a cambiarli a seconda delle necessità.
Nonostante le nostre richieste, infatti, ad oggi c’è mancanza di informazione preventiva su argomenti importanti primo fra tutti non c’è mai stato presentato un vero e proprio Piano Industriale, non si riesce a capire cosa intende l’Azienda fare sulla mobilità del personale, sulle assunzioni di personale con contratto di somministrazione e sulla percentuale di sub appalto sconosciuta e fuori controllo o meglio non rispettosa dell’accordo fatto a suo tempo fra i Sindacati e Ato Sud.
Legittimamente ci chiediamo –concludono- , come sia stato possibile che , nel lungo percorso che ha portato alla gara e all’affidamento del servizio a Sei Toscana si siano persi per strada prima gli impianti che avrebbero garantito un reddito da redistribuire e che invece, rimanendo in mano alle precedenti amministrazioni pubbliche, rischiano di diventare elemento di disequilibrio economico, e, successivamente, quel 60% della provincia di Grosseto già deciso in affidamento a Cooplat prima della gara e oggi anche la certezza del corrispettivo economico a copertura del servizio?
A nostro avviso emerge un quadro desolante di mancanza di trasparenza, e assoluta inadeguatezza della politica locale presente nella Società SEI Toscana e ovviamente nell’Assemblea Ato SUD, oltre al silenzio assordante della Regione Toscana che, aveva individuato in questo percorso una strategia vincente per la gestione di questo pezzo importante di servizio pubblico.
A fronte del perdurare e dell’aggravarsi di questa situazione, le organizzazioni sindacali, insieme alla R.S.U, confermano la riapertura dello stato di agitazione e decideranno, insieme ai lavoratori, le prossime iniziative a sostegno della vertenza, fino a confermare lo sciopero che era stato sospeso.
Inoltre chiedono alle proprie Confederazioni Regionali, di sollecitare la Regione Toscana, perché si faccia carico di portare i soggetti ad un tavolo di confronto al quale si sono sottratti fino ad oggi, perché questa situazione non è il frutto del caso, ma ognuno deve farsi carico della propria parte di responsabilità di fronte ai cittadini e ai lavoratori”.

