Home GrossetoCinema Grosseto“Cosa c’è di strano in tutto questo?”: il documentario proiettato al Museo di storia naturale

“Cosa c’è di strano in tutto questo?”: il documentario proiettato al Museo di storia naturale

di Redazione
0 commenti 33 views

Torna il grande cinema al Museo di storia naturale della Maremma. Giovedì 21 luglio, alle 21.30, nella sala conferenze della struttura museale di Fondazione Grosseto Cultura, in strada Corsini 5, sarà proiettato il documentario “Cosa c’è di strano in tutto questo?” di Mauro Bartoli, in concorso al Clorofilla Film Festival. La proiezione è a ingresso libero (per informazioni chiamare il numero 0564.488571). Al museo è sempre possibile sottoscrivere o rinnovare la Grosseto Card, la tessera socio di Fondazione Grosseto Cultura.

“Cosa c’è di strano in tutto questo?” racconta una scelta di vita radicale, anticonvenzionale, senza mediazioni. La storia di ciò che Ivan Fantini fa ogni giorno nella sua casa immersa nei boschi della Valconca: uno chef “eterodosso e dimissionario” che vive nel suo boscost’orto” in un’esistenza fatta di gratuità e baratto, dove il lavoro non si vende, ma si condivide o si scambia. E la storia è raccontata attraverso la preparazione di un pranzo dal menù non scritto, preparato non facendo la spesa, ma con ingredienti di recupero, scartati da qualcun altro, raccolti dai commensali, preparati barattando una bombola di gas per cuocere con succhi e confetture. Una casa senza cancelli, dove una comunità si siede a un grande tavolo nell’aia, all’ombra di un ulivo, fra gatti e galline, per condividere cibo e vino ma anche chiacchiere e riflessioni.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: