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Bianciardi, Fattori e Dominici: doppio appuntamento con l’arte alle Clarisse

di Redazione
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Una giornata per tre protagonisti al Polo culturale Le Clarisse: Luciano Bianciardi, Giovanni Fattori e Bruno Dominici.

Giovedì 21 luglio la struttura museale di Fondazione Grosseto Cultura, in via Vinzaglio, propone un doppio appuntamento: alle 18.30 la conferenza “L’occhio di Bianciardi su Fattori: spunti per una mappa di estetica”, a cura di Lucia Matergi, in collaborazione con la Fondazione Luciano Bianciardi, mentre alle 21.15 – in occasione della Notte bianca in centro, con i negozi e i musei aperti – per il ciclo “Grosseto ‘900” verrà esposta un’opera di Bruno Dominici nella mostra “Paesaggi di Toscana – Da Fattori al Novecento” e il direttore del museo, Mauro Papa, parlerà con parenti e amici dell’importanza che ebbe il pittore grossetano per la promozione dell’arte nella sua città.

L’ingresso a ognuno dei due eventi costa 3 euro (l’ingresso alla mostra), mentre per partecipare a entrambi il biglietto costa 5 euro (per informazioni e prenotazioni: tel. 0564.488066; e-mail prenotazioni.clarisse@gmail.com). Sarà possibile anche sottoscrivere o rinnovare la Grosseto Card, la tessera socio di Fondazione Grosseto Cultura.

Il doppio appuntamento di giovedì 21 luglio sarà un’occasione per scoprire il legame fra tre grandi personaggi legati alla Maremma. Proprio Luciano Bianciardi dedicò a Fattori “Il poeta della fatica umana”, e Dominici realizzò un disegno per la copertina de “I minatori della Maremma” scritto da Bianciardi e Cassola. Fattori e Dominici, dal canto loro, condividevano – oltre alla pittura – il grande amore per la Maremma e una particolare empatia nei confronti degli umili.

Bruno Dominici (1920-1989) è stato uno dei grandi protagonisti della cultura maremmana (e non solo) del Novecento. Si è formato all’Accademia di belle arti di Firenze e nel dopoguerra ha lavorato a Roma, stringendo rapporti con alcuni dei maggiori artisti figurativi della capitale. È tornato a vivere a Grosseto negli anni Sessanta, facendosi notare come promotore di iniziative dirette a vivacizzare la vita culturale della città, ricoprendo fino alla scomparsa la carica di presidente dell’Associazione primavera maremmana.

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