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Arrestato il direttore Ato Toscana sud per turbativa d’asta e corruzione

di Redazione
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Questa mattina, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, nei confronti di 4 soggetti per reati di turbativa d’asta e corruzione. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per il Direttore Generale dell’Ato Toscana Sud, Andrea Corti di 50 anni, mentre è stata applicata la misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici nei confronti di 3 professionisti toscani

I provvedimenti adottati dall’Autorità Giudiziaria di Firenze scaturiscono da un’attività d’indagine, iniziata nel 2014, mirata a verificare la correttezza delle procedure per l’aggiudicazione di una gara d’appalto relativa all’assegnazione del servizio per la gestione integrata dei rifiuti urbani nelle Province di Arezzo, Siena e Grosseto a favore di un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (R.T.I.) per l’importo di oltre 170 milioni di euro all’anno ed avente una durata ventennale (con un costo totale di quasi 3,5 miliardi di euro). Più nel dettaglio, sulla base di un approfondito esame degli atti di gara nonché di copiosa documentazione contabile e bancaria acquisita nel corso delle indagini dalle Fiamme Gialle, è emerso che i soggetti indagati avevano concordato preliminarmente – nonostante rivestissero ruoli distinti ed incompatibili – le modalità di dettaglio della procedura nonché la stessa materiale redazione di alcuni documenti, strutturando di fatto “su misura” il bando di gara così da favorire la società appaltante.

Il commento di Sei Toscana

“In merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud, Sei Toscana e Siena Ambiente ribadiscono la massima fiducia nell’operato della magistratura confidando che si faccia tutto il possibile per chiudere celermente e con la necessaria chiarezza questa spiacevole vicenda – si legge in una nota congiunta di Sei Toscana e Siena Ambiente – . Siamo convinti della legittimità delle nostre azioni e che al termine dell’iter giudiziario sarà accertata la regolarità dell’operato messo in atto dalle due aziende. Consapevoli di essere solo all’inizio di un percorso che potrà durare alcuni anni e che – ad oggi – non è stata ancora formulata alcuna richiesta di rinvio a giudizio per i nostri manager, chiediamo di utilizzare toni rispettosi verso aziende che assicurano un servizio pubblico importante ad oltre un milione di cittadini e che danno lavoro a circa 1200 persone. Sei Toscana e Siena Ambiente sono pronte ad affrontare con serenità questo percorso garantendo servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini così come sempre fatto in questi anni. La vicenda non influisce in alcun modo sul servizio quotidiano”.

Il commento di Vivarelli Colonna

“Come sindaco non voglio puntare il dito accusatorio verso nessuno, perché sono un garantista: nella spiacevole vicenda dell’arresto del direttore dell’Ato Toscana Sud Andrea Corti attendiamo quindi che la giustizia faccia il suo corso – dichiara il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. La mia amministrazione ha voluto, appena insediata, unificare le deleghe in materia sotto un unico assessorato e ricostituire immediatamente il settore ambiente che era stato smantellato fin dal 2013. Non conosciamo, ad oggi, il motivo che portò alla soppressione di quell’ufficio, ma è sicuramente necessario un’attività ricognitiva per approfondire ulteriormente la vicenda. Vogliamo che ci sia chiarezza e trasparenza per ottimizzare il servizio“.

Stiamo, infine – conclude il sindaco, valutando la possibilità per il Comune di costituirsi parte civile“.

Il commento di Leonardo Marras

Si tratta di ipotesi di reato gravi e pesanti, sulle quali occorre riflettere con piena cognizione di causa. Siamo pienamente garantisti e confidiamo nel lavoro della magistratura. Ci preoccupa l’assenza di presidio su un ente che sovrintende alla gestione di un servizio fondamentale per i cittadini e per questo ho chiesto alla presidenza del Consiglio che il presidente Rossi, nella prossima seduta d’Aula, tenga una comunicazione particolareggiata sulla vicenda e sulle azioni intraprese.

Intanto, mi aspetto decisioni imminenti per garantire continuità ed efficienza nel lavoro dell’ente“.

Così Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, commenta le notizie relative all’inchiesta della Procura di Firenze sulla gara rifiuti dell’Ato Toscana Sud.

Il commento di Luigi Bellumori

“Sulla questione Ato, la Giunta regionale prenda la decisione forte di commissariare l’Ato Sud Rifiuti e faccia una verifica amministrativa a tutela di noi tutte amministrazioni ricadenti nell’Ato, delle centinaia di lavoratori e aziende coinvolte nella filiera e di tutti I cittadini – dichiara il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori -. Questi Ato, che poi sono carrozzoni, sono stati istituiti da una legge regionale. Il direttore chiarisca la sua posizione con la magistratura, ma la Regione tuteli I 109 Comuni ed I cittadini di quelle comunità, ora“.

“Come Comune di Capalbio dal 2014 chiediamo una verifica del contratto e della gara. Facemmo una richiesta anche come zona omogenea sud – conclude Bellumori -. Sono e siamo sempre stati additati per essere confusionari. Il tempo ha dimostrato che non siamo coglioni però. Il presidente Rossi, oggi, alla luce di quanto emerso ci tuteli e non lasci cadere nel vuoto ancora una volta questa richiesta“.

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