Home FollonicaSol.Tiox, Manni: “Dal rilancio dello stabilimento una strategia industriale per tutto il Casone”

Sol.Tiox, Manni: “Dal rilancio dello stabilimento una strategia industriale per tutto il Casone”

di Redazione
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Follonica (Grosseto). «La ripartenza di Sol.Tiox e la tutela dei lavoratori sono un risultato importante. Ora dobbiamo utilizzare l’Accordo di Programma per consolidare questa presenza industriale e costruire una prospettiva di sviluppo più ampia per tutto il comprensorio del Casone».

È quanto sostiene il consigliere comunale di Follonica Giacomo Manni dopo la Commissione dedicata all’Accordo di Programma Sol.Tiox, che non si è potuta svolgere per mancanza del numero legale.

«Al termine della seduta mi sono comunque trattenuto con il dirigente per illustrare nel merito le proposte sulle quali ho lavorato e che ho poi formalmente protocollato affinché sia integrate nell’Accordo di Programma – spiega Manni . Sul mancato numero legale ho già espresso, insieme agli altri gruppi di opposizione, tutta la mia amarezza. Su un Accordo di questa importanza ritengo sia necessario entrare nel merito, avanzare proposte concrete e provare a migliorarlo».

«Un vero polo chimico del Casone»

«Sol.Tiox e Nuova Solmine appartengono allo stesso gruppo industriale, operano nello stesso comprensorio e hanno già processi fortemente integrati – continua Manni -. Nel Casone abbiamo acido solforico, biossido di titanio, vapore, utilities, infrastrutture e competenze professionali importanti. Dobbiamo mettere ancora meglio a sistema queste risorse».

Da qui la proposta di avviare uno studio di sviluppo del Polo chimico integrato del Casone, finalizzato a individuare nuove produzioni ad alto valore aggiunto, ulteriori integrazioni tra i cicli produttivi e nuove opportunità di investimento e occupazione: «L’obiettivo non deve essere soltanto mantenere i posti di lavoro esistenti – spiega Manni –, ma creare le condizioni per generarne di nuovi, soprattutto per i giovani».

Economia circolare: dalla marmettola ai gessi

Manni richiama l’utilizzo della marmettola proveniente dal comparto lapideo come esempio già concreto di economia circolare: «Un residuo prodotto da un settore diventa una risorsa per un altro. Dobbiamo rafforzare questa logica anche all’interno del ciclo Sol.Tiox, puntando sempre di più sulla riduzione, sul recupero e sulla valorizzazione dei gessi».

Per questo gli investimenti sul trattamento dei gessi e sulla riconcentrazione dell’acido esausto devono essere accompagnati da obiettivi, tempi e risultati verificabili e misurabili: «Non spetta alla politica stabilire le percentuali tecniche – sottolinea Manni -. Spetta però all’Accordo chiedere che gli investimenti abbiano obiettivi chiari e che sia possibile verificarne concretamente i risultati».

«Vallina: certezza produttiva e miglioramento del ciclo»

«La continuità produttiva e occupazionale deve essere garantita – continua Manni -. Parallelamente, l’innovazione deve servire a ridurre progressivamente i gessi destinati allo smaltimento e ad aumentare, dove possibile, recupero e valorizzazione».

Per Manni, certezza industriale e miglioramento ambientale devono quindi procedere insieme, attraverso scadenze e risultati misurabili nel tempo.

«Fotovoltaico sulle aree già compromesse»

Un’altra proposta di Manni riguarda la possibilità di utilizzare, all’interno del comprensorio del Casone, le aree oggi interessate da bonifica o messa in sicurezza per installare impianti fotovoltaici, laddove tecnicamente e ambientalmente compatibile: «Avremmo un doppio beneficio: produrre energia rinnovabile e valorizzare superfici già compromesse o già utilizzate, evitando per quanto possibile nuovo consumo di suolo».

Lo studio dovrebbe verificare anche le possibili forme di autoconsumo e, se tecnicamente realizzabili, di condivisione dell’energia, con ricadute positive sul territorio.

«Verificare gli impegni»

Manni propone infine un monitoraggio annuale basato su pochi indicatori concreti: occupazione, produzione, investimenti realizzati, marmettola utilizzata, gessi prodotti, recuperati e smaltiti, bonifiche, innovazione ed energia. «Non serve altra burocrazia – continua . Serve sapere con chiarezza cosa è stato fatto, quali risultati sono stati raggiunti e cosa resta da realizzare».

Quattro obiettivi chiari

«La proposta può essere riassunta in quattro punti molto semplici: primo, consolidare Sol.Tiox e tutelare i lavoratori; secondo, trasformare il Casone in un polo chimico sempre più integrato, capace di attrarre investimenti e creare nuova occupazione; terzo, rendere economia circolare e tutela ambientale obiettivi concreti, con tempi e risultati misurabili; quarto, utilizzare innovazione ed energia rinnovabile per rendere il polo più competitivo e generare benefici anche per il territorio – termina Manni -. Questa, secondo me, deve essere l’ambizione dell’Accordo: non limitarsi a garantire la produzione di oggi, ma costruire le condizioni industriali, ambientali e occupazionali per il Casone dei prossimi vent’anni».

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