Massa Marittima (Grosseto). Milioni di euro di tributi comunali non riscossi e una richiesta di accesso agli atti che, anziché consentire ai consiglieri comunali di svolgere pienamente il proprio ruolo di controllo, ha prodotto soltanto dati aggregati e anonimi.
È quanto denunciano i consiglieri comunali Sandro Poli e Paolo Mazzocco, che nelle scorse settimane hanno chiesto all’amministrazione di poter verificare nel dettaglio la situazione dei crediti vantati dal Comune di Massa Marittima nei confronti di cittadini, imprese e associazioni. In modo da verificare nello specifico quali interventi abbia fatto l’amministrazione .
«Nel corso degli anni – spiegano Poli e Mazzocco – l’ammontare dei residui da riscuotere è cresciuto fino a raggiungere cifre nell’ordine di diversi milioni di euro. Proprio per questo abbiamo ritenuto doveroso approfondire la questione e capire non soltanto quanto il Comune debba ancora incassare, ma soprattutto quali azioni siano state intraprese per recuperare queste somme e con quali risultati».
La richiesta dei consiglieri era precisa: poter disporre degli elementi necessari a verificare, nel rispetto delle prerogative riconosciute ai componenti del Consiglio comunale, l’andamento della riscossione e l’attività svolta dall’amministrazione nei confronti delle posizioni debitorie.
«Non ci interessa curiosare nella vita privata dei cittadini – precisano –, né divulgare dati personali, peraltro vietato dalla legge. Il punto è un altro: un consigliere comunale deve essere messo nelle condizioni di controllare come vengono amministrate le risorse pubbliche. Vogliamo capire dove si concentrano le maggiori difficoltà di riscossione, da quanto tempo determinate somme risultino insolute e se siano state messe in campo tutte le iniziative necessarie per recuperarle».
Alla richiesta, tuttavia, sarebbe stato opposto un diniego alla consultazione dell’elenco completo, mettendo a disposizione soltanto informazioni aggregate e anonime.
«Se l’amministrazione sostiene di avere fatto e di continuare a fare tutto il possibile per perseguire i morosi – continuano i consiglieri -, non comprendiamo perché debba essere impedito ai consiglieri comunali di verificarlo nell’esercizio delle proprie funzioni. La trasparenza non può fermarsi davanti a un dato aggregato quando sono in gioco milioni di euro che appartengono alla comunità».
Poli e Mazzocco annunciano quindi che valuteranno le iniziative da intraprendere per ottenere pieno riscontro alla loro richiesta: «Non intendiamo arretrare su una questione che riguarda direttamente la tutela dell’interesse pubblico e l’equità nei confronti di tutti quei cittadini e quelle imprese che i tributi li pagano regolarmente. Valuteremo le vie previste dall’ordinamento per opporci a questo diniego e ottenere quanto necessario allo svolgimento del nostro mandato. La trasparenza non si proclama: si pratica nei fatti. E quando si parla di milioni di euro non riscossi, il Consiglio comunale ha il diritto e il dovere di verificare fino in fondo».

