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Incontri, proiezioni e premiazioni: si chiude il Siloe Film Festival

Ecco tutti i riconoscimenti assegnati

di Redazione
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Cinigiano (Grosseto). Si chiude il Siloe Film Festival. Sono state due giornate ricche di incontri, eventi e proiezioni quelle che si svolte nella cornice della comunità monastica di Siloe vicino a Grosseto.

Diretto da Federico Pontiggia, il festival è dedicato ai cortometraggi a soggetto e di animazione e quest’anno ha coinvolto ancora di più i giovani con la partecipazione del Consiglio dei giovani del Mediterraneo.

La premiazione

Questi ultimi hanno premiato il corto “The Bamboo”, diretto da Mica Tyler e Alondra Villareal (Uruguay). Racconto di una bambina di nove anni, di nome Lucia, che scappa di casa l’ultimo giorno di scuola per incontrare la sua migliore amica Marta. La sua famiglia ha deciso di trasferirsi a Valencia dopo la nascita del fratellino, ma lei non ha ancora trovato il coraggio di dirglielo. Insieme giocano ignare che quello sarà il loro ultimo giorno insieme. Il premio è stato creato dall’artista Marina Sciarelli: “Sono una costumista per cui ho pensato a un oggetto di tessuti. Nel corto le bambine giocano e mi sono ispirata a un rito degli indiani d’America che donavano la cintura della pace, è una tessitura fatta a mano che ho immaginato fosse fatta dai nomadi”.

L’italiano “Ensemble”, diretto da Manuel Cundari e Eugenio Piluso, è stato invece premiato dalla comunità monastica di Siloe. Il corto racconta la storia di Sekou, un giovane migrante giunto in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo e accolto a La Casa di Abou Diabo, un centro per minori stranieri non accompagnati in Calabria. Il suo arrivo aprirà una finestra sulla vita quotidiana di uno spazio abitato e vissuto da altri giovani. Tra musica, risate e momenti trascorsi insieme, la vita di tutti i giorni del centro di accoglienza si svelerà attraverso gesti quotidiani. “La traversata di questo giovane che giunge in Italia è una sintesi del percorso che abbiamo fatto quest’anno qui al Siloe Film Festival dedicato al tema Mediterraneo di speranza, un ponte tra le rive”, dichiara Padre Mario, in rappresentanza della comunità monastica di Siloe. Il corto vince il premio creato dall’artista Pino Genovese: “A differenza delle solite targhe – racconta Genovese -, ho creato questo oggetto, una pietra che viene dal mare, precisamente dall’isola di Stromboli, e rappresenta un albero che sostiene in questo caso una pietra. Mi è venuto da pensare al mito di Atlante che sosteneva il mondo. Dobbiamo tutti lottare per sostenere la nostra terra. È anche il bozzetto di un progetto che probabilmente realizzeremo a Siloe”. Ad “Ensemble” va anche il Premio del pubblico.

In occasione del Siloe Film Festival è stata anche inaugurata, alla presenza di Augusto Paolo Lojudice, cardinale di Siena, che l’ha benedetta, la Croce della Gioia che l’artista Mimmo Paladino ha preparato per il Giubileo dei Bambini. La grande croce bianca a colori è stata donata dal governatore dello Stato Città del Vaticano attraverso il governatore Suor Raffaella Petrini.

Una monumentale opera alta oltre 4 metri e ricca di rimandi alla tradizione cristiana. Sono raffigurati pesci, stelle e ulivi, e diverse creature fiabesche colorate e sognanti. Un dono prezioso, un segno di luce per tutti noi e la sua intitolazione quale Croce dei Giovani del Mediterraneo crea un ponte di speranza verso l’Europa, tra Lampedusa e Siloe.

“L’artista riceve una semplice richiesta – ha raccontato Mimmo Paladino, protagonista di un incontro al Siloe Film Festival che si è tenuto prima della proiezione del suo film ‘La divina Cometa’ –. La Porta d’Europa (ndr. il grande monumento inaugurato il 28 giugno 2008 a Lampedusa dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo) era nata come idea di dover fare un monumento ai migranti. È un’opera scultorea fatta con la terracotta. È qualcosa che appartiene e a tutti. La croce aveva avuto un’avventura simile e ora approda a Siloe, con dei giovani che la accolgono e rinnova così visivamente il suo percorso. L’opera di un artista quando poi esce dallo studio viaggia per il mondo. Come è successo per la mia istallazione ‘La montagna di sale’. Ci sono sempre incontri inattesi”.

“La Croce della Gioia è anche il simbolo del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo – ha commentato Padre Mario -. Un segno affidato alle nuove generazioni perché custodiscano, tra le rive del mare, una vocazione all’incontro, alla pace e alla fraternità. Se la Porta dell’Europa è il luogo dell’incontro, la Croce della Gioia è il luogo in cui quell’incontro diventa vita perché non basta accogliere qualcuno, occorre imparare a portarlo nel cuore. Tra queste due opere corre una linea invisibile che attraversa tutto il Mediterraneo. Da Lampedusa a Siloe. Dal luogo dove l’uomo arriva cercando salvezza al luogo dove la speranza trova una casa. In un tempo in cui il Mediterraneo viene raccontato soprattutto come confine, queste due opere ci ricordano che il mare è nato per unire”.

Ideato e organizzato dal Centro culturale San Benedetto, in collaborazione con la Cei, il Siloe Film Festival è ora promosso dalla Rete Mare Nostrum, una rete di associazioni che si ispirano al pensiero di Giorgio La Pira, promotore del dialogo Mediterraneo.

“Come Rete Mare Nostrum siamo davvero contenti e grati alla comunità monastica di Siloe per la collaborazione iniziata con il Consiglio dei giovani del Mediterraneo – ha dichiarato Gabriele Pecchioli, presidente dell’Opera per la gioventù Giorgio La Pira-. La partecipazione all’organizzazione del Siloe Film Festival 2026 ha rappresentato un’opportunità importantissima di alto spessore culturale di cui i giovani sono veramente felici e speriamo che questa collaborazione continui anche negli anni prossimi. Un segno importante di questa presenza è stata la collocazione de La Croce della Gioia divenuta Croce dei Giovani del Mediterraneo a Siloe, un segno permanente di unione e un riferimento negli anni prossimi della nostra presenza”.

Infine, il direttore artistico Federico Pontiggia ha annunciato il tema del prossimo anno: “Il tema del 2027 sarà ‘Il sale della terra’, che declina il dettato evangelico e ritrova il film di Wim Wenders del 2014 sul fotografo Salgado, un tema che sarà declinato quale immagine, immaginario e residenza umana che sono le virtù del Siloe Film Festival e della comunità monastica”.

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