Home GrossetoVilla Pizzetti, Usb: “Locali bui, infissi rotti, muffa e polvere. Riabilitazione funzionale nel degrado”

Villa Pizzetti, Usb: “Locali bui, infissi rotti, muffa e polvere. Riabilitazione funzionale nel degrado”

di Redazione
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Grosseto. Abbiamo fatto colpevolmente passare in silenzio i disagi provocati dai lavori effettuati per l’adiacente ospedale di comunità, ma ora la misura è piena. Locali scarsamente illuminati, stanze prive di finestre o non adeguatamente separate dagli spazi comuni, infissi deteriorati, muffa, polvere accumulata da anni, termosifoni arrugginiti, servizi igienici in condizioni indecorose. Queste sono le segnalazioni che continuano ad arrivare sul quadro degli ambienti che ospitano il servizio di Riabilitazione funzionale di Villa Pizzetti, a Grosseto, frequentato ogni giorno da decine di pazienti e punto di riferimento per un ampio bacino di utenza. Una situazione che non nasce oggi, ma è il risultato di anni di incuria, trascuratezza, manutenzioni mancate e assenza di un qualsiasi programma di risanamento e riqualificazione della struttura”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Usb Pubblico Impiego Sanità Toscana.

“Le segnalazioni ricevute parlano di stanze destinate ai trattamenti spesso scarsamente illuminate, alcune prive di finestre, mentre altre non risultano adeguatamente separate dai corridoi o dagli spazi comuni, con evidenti conseguenze anche sul rispetto della riservatezza e della privacy dei pazienti – continua la nota –. Le tubazioni dell’impianto di aerazione, così come le condutture di scarico, presentano evidenti accumuli di polvere sedimentata nel corso degli anni e non sembrano essere oggetto di specifici e approfonditi interventi di pulizia. Molti infissi sembrano essere quelli originari della struttura e portano addosso il peso del tempo, tanto da non consentire la corretta chiusura di numerose finestre. Una condizione che favorisce l’ingresso di animali e insetti, dei quali rimangono evidenti tracce all’interno dei locali. I caloriferi, dalle segnalazioni ricevute, risultano arrugginiti e ricoperti da accumuli di sporco sedimentati nel tempo”.

“Al di là della pulizia quotidiana dei pavimenti, non risulterebbe garantita con regolarità una detersione approfondita di mobili, scaffalature, mensole, tubazioni, termosifoni e delle altre superfici e tali attività, troppo spesso, finiscono per essere lasciate all’iniziativa e al buon senso dei professionisti che utilizzano quotidianamente gli ambienti – sottolinea il sindacato -. Alcune stanze risultano inoltre occupate da materiali vecchi, inutilizzati o non più utilizzabili, accumulati da anni e ricoperti di polvere. Nonostante ciò, in mancanza di locali alternativi, gli stessi ambienti vengono comunque impiegati per il trattamento dei pazienti. Non esistono veri e propri locali progettati e destinati a spogliatoio. Gli spazi utilizzati a tale scopo sono stati ricavati all’interno di ambienti originariamente destinati ad altre funzioni, scarsamente aerati e insufficientemente illuminati, mentre il bagno di servizio, utilizzato indistintamente da tutto il personale, maschile e femminile, dispone di un solo lavabo e di un solo Wc, le pareti presentano evidenti tracce di muffa, le piastrelle sono rotte, mancanti o sporche e le mensole risultano arrugginite e sudicie. Non stiamo parlando di aspetti puramente estetici, ma delle condizioni igieniche, sanitarie e di sicurezza di un luogo di cura pubblico frequentato da persone fragili, pazienti con disabilità o difficoltà motorie e utenti impegnati in percorsi riabilitativi continuativi”.

“Le numerose segnalazioni inoltrate nel corso degli anni agli organi competenti da parte di chi ha la responsabilità gestionale del personale, non hanno prodotto interventi risolutivi e, anzi, la situazione continua a rimanere sostanzialmente immutata, all’interno di un imbarazzante rimpallo di responsabilità che non è più accettabile – prosegue il comunicato -. Di fronte a tutto questo, Usb Pubblico Impiego Sanità Toscana pone una domanda semplice: se condizioni analoghe fossero riscontrate all’interno di una struttura sanitaria privata, gli organi di vigilanza della stessa Asl lascerebbero correre? Oppure verrebbero immediatamente disposti sopralluoghi, prescrizioni e interventi per verificare l’idoneità dei locali e tutelare la salute di pazienti e lavoratori? È legittimo chiedersi se, all’interno delle strutture pubbliche, possano essere tollerate condizioni che probabilmente non sarebbero accettate altrove e proprio da parte di un’Azienda sanitaria che, attraverso i propri servizi di vigilanza, è chiamata a controllare il rispetto delle norme igieniche e di sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle strutture sanitarie”.

“Usb Pi Sanità Toscana chiede alla Direzione aziendale e agli organi competenti – prosegue la nota -:

  • un sopralluogo vero e immediato nei locali del servizio di Riabilitazione funzionale di Villa Pizzetti;
  • la verifica delle condizioni igienico-sanitarie, impiantistiche e di sicurezza degli ambienti;
  • interventi urgenti di pulizia straordinaria, sanificazione e manutenzione;
  • la messa in sicurezza delle prese e degli impianti elettrici, degli infissi, dei servizi igienici e dei locali utilizzati dal personale;
  • l’individuazione di spazi realmente idonei da destinare a spogliatoio;
  • un piano concreto, pubblico e verificabile di riqualificazione complessiva della struttura”.

“Non sono più sufficienti interventi episodici, soluzioni dell’ultimo momento o interventi di inutile maquillage. Servono risposte strutturali, tempi certi e l’assunzione di precise responsabilità. In assenza di riscontri concreti e tempestivi, Usb valuterà la presentazione di una segnalazione formale ai Carabinieri del Nas e agli altri organi competenti, affinché venga verificata l’effettiva idoneità dei locali nei quali ogni giorno vengono accolti e trattati i pazienti e professionisti di comprovata esperienza sono costretti a lavorare in condizioni inadeguate alle loro competenze e del servizio che garantiscono – termina il comunicato -. La sanità pubblica non si difende soltanto a parole né, tantomeno, lasciando degradare e consumarsi le strutture. Chi cura e chi ha bisogno di cure ha diritto ad ambienti sicuri, puliti, salubri e dignitosi e Usb Pi Sanità Toscana non accetterà che questa situazione venga ancora ignorata, minimizzata o ridotta a un problema secondario”.

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