Home AgricolturaAgricoltura, la Cia si riunisce nel consiglio direttivo: “Grano sotto i costi di produzione”

Agricoltura, la Cia si riunisce nel consiglio direttivo: “Grano sotto i costi di produzione”

"Servono risposte strutturali, non interventi tampone"

di Redazione
0 commenti 66 views

Grosseto. Un settore agricolo che continua a fare i conti con problemi vecchi, mai davvero risolti, e che oggi si trova davanti a nuove difficoltà: costi in aumento, mercati instabili, tensioni internazionali e prezzi che non riconoscono il lavoro delle imprese. Conseguenze che non si esauriranno automaticamente con eventuali accordi di pace, perché molte criticità si sono ormai radicate nel sistema produttivo e commerciale.

È questo il quadro emerso nel corso del consiglio direttivo di Cia Grosseto, aperto dall’analisi politica del presidente Edoardo Donato e accompagnato dalla presentazione di alcuni dati particolarmente critici da parte della direttrice Sabrina Rossi.

Tanti i temi affrontati, anche se un passaggio importante è stato dedicato alla campagna cerealicola appena avviata. Preoccupante l’analisi emersa: produrre grano oggi costa sempre di più, ma il prezzo riconosciuto agli agricoltori resta troppo basso e, in molti casi, non copre nemmeno i costi di produzione.

“Lavorare in perdita non può diventare la normalità – ha sottolineato Donato. Se il grano italiano non viene tutelato e valorizzato, molte aziende, anche in Maremma, saranno costrette a fare scelte definitive. Eppure parliamo di una coltura strategica per il territorio, per l’economia agricola e per la sicurezza alimentare del Paese. Servono controlli più efficaci alle dogane, maggiore attenzione all’origine del prodotto e politiche vere di valorizzazione del grano italiano. Il rischio è perdere competitività, abbandonare terreni e compromettere il futuro di intere aree agricole maremmane”.

I temi affrontati dal consiglio

La crisi dei cereali, è stato ribadito nel corso del consiglio direttivo, non è purtroppo un caso isolato. Anche altre produzioni storiche del territorio della Maremma stanno attraversando una fase difficile. Per l’olivicoltura è stato evidenziato un problema evidente di valore riconosciuto al prodotto italiano; serve dunque rafforzare promozione, tracciabilità e valorizzazione dell’origine, a partire dalle produzioni di qualità e dalle Dop. Tutt’altro che positivo è il trend del vino, alle prese con il calo dei consumi a livello nazionale e internazionale, l’aumento delle scorte e una pressione crescente sui prezzi. Una situazione che impone una riflessione seria sulla capacità produttiva, sulla tenuta commerciale del comparto e sugli strumenti necessari per accompagnare le imprese in una fase molto complessa.

Con l’inizio dell’estate è tornato centrale anche il tema dell’acqua, da sempre al centro dell’attività della Confederazione. Cia Grosseto ha riconosciuto gli sforzi fatti dal Consorzio di Bonifica per sostenere sistemi di irrigazione collettiva e interventi a favore del territorio, ma non basta. La Maremma convive da tempo con un problema strutturale: la risalita del cuneo salino lungo i fiumi e la difficoltà di trattenere acqua dolce quando è disponibile.

“Torniamo a dire che servono invasi a monte e una strategia complessiva sulla risorsa idrica – ha spiegato Donato. Dobbiamo poter accumulare acqua durante l’autunno e l’inverno, quando arrivano piogge intense, per poi distribuirla nei mesi più siccitosi. Senza infrastrutture adeguate l’agricoltura resterà esposta a una fragilità sempre più forte”.

Altro nodo affrontato durante il consiglio è stato quello della fauna selvatica, oggi al centro del dibattito nazionale sulla riforma della Legge 157/1992, normativa di riferimento per la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio, e del confronto regionale sui piani di gestione. Ancora una volta è stata ribadita la necessità di trovare, urgentemente, un equilibrio reale e duraturo tra tutela della fauna e tutela dell’attività agricola. In molte aree le aziende sono penalizzate da una presenza eccessiva di fauna selvatica, che provoca danni alle colture, difficoltà nella gestione dei terreni e problemi sanitari, come dimostra anche la preoccupazione legata alla peste suina africana.

Immancabile anche il tema della futura Pac. Per Cia Grosseto la priorità è difendere il budget agricolo europeo e l’autonomia dei fondi destinati al settore primario; in una fase delicata come quella attuale, ridurre o indebolire le risorse della Politica agricola comune significherebbe lasciare sole le imprese proprio mentre sono chiamate a produrre cibo, presidiare il territorio, affrontare il cambiamento climatico e garantire qualità e sicurezza.

A conclusione della riunione, il consiglio direttivo ha approvato il bilancio di Cia Grosseto, confermando la solidità dell’organizzazione e la capacità di offrire servizi professionali, qualificati e sostenibili ai soci, alle imprese agricole e ai cittadini.

“Il nostro compito – ha sottolineato il presidente – è continuare a rappresentare le aziende con chiarezza e responsabilità. Ma oggi serve anche una risposta politica forte. I problemi dell’agricoltura non possono essere affrontati solo quando diventano emergenze. Servono programmazione, risorse, infrastrutture e una visione capace di rimettere davvero il settore agricolo al centro”.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: