Porto Santo Stefano (Grosseto). Martedì 23 giugno, davanti ad Artemare Club, con una fonda molto più lontana e rispettosa dell’ambiente abitato, è tornato il Maltese Falcon a Porto Santo Stefano e subito lo ha documentato il comandante Daniele Busetto, dalla sede dell’associazione, con un nuovo cellulare che riesce a riprendere navi e barche anche molto lontane.
Il presidente di Artemare Club racconta che, dalle fonti preziose ed esclusive del suo quarantennale archivio storico dello Yachting, Maltese Falcon è lungo 88 metri, è il quinto giant yacht vela per lunghezza dopo Sailing Yacht A, di 142 metri, Black Pearl, di 106 metri, Eos, di 93 metri, Athena, di 90 metri; costruito dalla Perini a Tuzla, Istanbul, famosa per il DynaRig costituito da alberi rotanti indipendenti con iarde rigide.
Le quindici vele quadre sono disposte in modo tale che, quando dispiegate, non ci siano spazi vuoti nel piano velico di ciascun albero, consentendo loro di agire come un singolo profilo alare, le vele avvolgibili sono immagazzinate nell’albero e possono essere dispiegate lungo i binari in 6 minuti. Poiché non vi è alcun sartiame, gli alberi e i cantieri possono essere ruotati senza restrizioni per tutti i punti di vela, rendendo Maltese Falcon un abile clipper di bolina, la lunghezza degli alberi misura circa 57 metri sopra il cuscinetto inferiore.
Maltese Falcon ha ricevuto tanti premi industriali dagli armatori e dalla stampa, ha anche vinto le regate per la Perini Navi Cup in diverse occasioni e la Palma Superyacht Cup. Il suo arrivo in concomitanza dell’Argentario Sailing Week dimostra che il mar di Maremma è il mare delle vele che non inquinano e preservano l’ambiente per le generazioni future.

