Follonica (Grosseto). Ottantadue anni fa, il 24 giugno 1944, le forze alleate e le formazioni partigiane liberavano Follonica dal nazifascismo; la sezione Anpi di Follonica, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, la collaborazione di Isgrec e della sezione soci di Coop Etruria, ne celebreranno la ricorrenza e la memoria.
L’appuntamento è per mercoledì 24 giugno nella Sala Tirreno, in via Bicocchi 53/A, a partire dalle 17, con la conferenza/dibattito“Giò Batta Santini da perseguitato dal fascismo a sindaco di Follonica liberata”.
Il programma
Saluti istituzionali
Saluto del sindaco di Follonica Matteo Buoncristiani e introduzione della conferenza di Laura Ticciati, vice presidente della sezione “Virio Ranieri” dell’Anpi di Follonica.
Interventi
“Dalla lotta di Resistenza alla classe dirigente delle nuove amministrazioni democratiche”: relazione del prof. Luca Verzichelli, politologo, professore ordinario all’Università di Siena, si occupa da tempo di analisi delle istituzioni e rappresentanza parlamentare, già presidente di Isgrec dal 2016 al febbraio 2021.
“Giò Batta Santini: da perseguitato politico a Sindaco di Follonica”: relazione a cura di Aldo Montalti, follonichese, laureato in storia, da sempre ricercatore appassionato della storia antifascista di Follonica e non solo.
Coordinamento dei lavori: Ilaria Cansella, direttrice dell’Isgrec.
Ai partecipanti verrà offerto un aperitivo con prodotti a marchio Coop
“Nella liberazione di Follonica la Resistenza dei partigiani si rivela determinante: evitano l’ennesimo bombardamento, sbloccano l’accesso alla città e negli scontri per abbattere uno di questi accessi perse la vita Virio Ranieri, il partigiano cui è intestata la nostra sezione – si legge in una nota dell’Anpi di Follonica -. Dopo una giornata di combattimenti, il pomeriggio del 24 giugno Follonica è città libera. Proiettati nel dopoguerra dai recenti festeggiamenti del 2 giugno, la celebrazione di quest’anno presterà tuttavia attenzione particolare alla ripartenza della democrazia a Follonica, con l’elezione di Giò Batta Santini, sindaco democratico antifascista della città: gli interventi di Aldo Montalti e del professor Luca Verzichelli ci accompagneranno anche attraverso la sua figura nel percorso che ci ha portato ‘Dalla lotta di Resistenza alla classe dirigente delle nuove amministrazioni democratiche’”.
“In particolare Luca Verzichelli, politologo, professore ordinario all’ Università di Siena e già presidente dell’Isgrec dal 2016 al febbraio 2021, che si occupa da tempo di analisi delle istituzioni e rappresentanza parlamentare, contribuendo a valorizzare il nesso tra ricerca storica, memoria pubblica e cultura democratica, svilupperà il tema della formazione di una nuova classe dirigente che guiderà le nuove istituzioni democratiche, quella classe dirigente già presente nelle lotte antifasciste e all’interno delle bande partigiane – prosegue il comunicato -. Aldo Montalti, nostro concittadino, animatore, assieme a Laura Ticciati, delle ‘passeggiate antifasciste’ in città all’interno dei progetti Anpi-Miur condotti nelle scuole cittadine, descriverà il contesto cittadino delle persecuzioni fasciste in cui è maturata la scelta di Giò Batta Santini da perseguitato politico a sindaco della città”.
“Con il tema guida della celebrazione 2026, si continua un percorso che non si limita alla celebrazione della ricorrenza, ma cerca di farne conoscenza, memoria attiva, per rafforzare le radici democratiche e antifasciste della nostra città – sottolinea Claudio Bellucci, presidente della sezione Anpi follonichese – sottolineando inoltre il contributoalla battaglia di liberazione di un intero territorio in collaborazione con le forze alleate, come abbiamo evidenziato nelle precedenti edizioni della celebrazione della ricorrenza. Con la liberazione di Follonica festeggiamo una tappa della liberazione dal nazifascismo, dai suoi soprusi, dagli orrori di una guerra con tutte le violenze perpetrate. Nel coltivare la memoria dei momenti descritti deve risaltare tutta la preziosità delle nostre istituzioni democratiche che la Resistenza ha conquistato, che trovano nella Costituzione la sintesi, la Carta dei principi e dei valori fondamentali che devono essere difesi sempre da ogni deriva autoritaria. Il ricordo degli orrori della guerra nazifascista ha indotto i costituenti a scrivere l’articolo 11, dove si ripudia la guerra come strumento di offesa e mezzo per risolvere le controversie internazionali: anche in questo giorno di festa la Costituzione ci richiama a non assuefarci alla violenza, né abituarci alle scene di sofferenze atroci, alle macerie umane e materiali, che le guerre in corso producono”.

