Grosseto. Martedì 16 giugno, alle 17.30, nel giardino dell’Isgrec, presso la Cittadella dello Studente, si terrà l’ultimo appuntamento della seconda edizione di “Parlare al presente”, il ciclo di incontri promosso dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea per offrire occasioni di riflessione sui temi del presente attraverso i risultati della ricerca storica.
L’incontro sarà dedicato alla presentazione del volume di Piergiovanni Genovesi, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Parma, “La marcia sulla Minerva. Il domino politico della «più fascista» delle riforme” (Rubbettino, 2025), uno studio che ricostruisce il ruolo svolto da Giovanni Gentile nel biennio 1922-1924, concentrandosi sulla centralità politica della riforma scolastica nell’avvio della dittatura mussoliniana.
“La scelta del tema assume un particolare significato nel contesto del recente dibattito cittadino seguito all’intitolazione di uno spazio pubblico al filosofo siciliano da parte dell’amministrazione comunale. Come spesso accade nelle discussioni che accompagnano l’uso pubblico del passato e la toponomastica, il rischio è quello di ridurre figure storiche complesse a semplici simboli identitari, da celebrare o contestare, senza una reale conoscenza del loro percorso umano, politico e culturale – si legge in una nota dell’Isgrec -. Giovanni Gentile non sfugge a questa dinamica: intellettuale, politico e organizzatore culturale, la sua biografia richiede di essere affrontata nella sua complessità e nelle sue contraddizioni. Esponente del neoidealismo assieme a Benedetto Croce, Gentile, oltre a essere un filosofo di primo piano nel panorama nazionale ed europeo, fu uno dei protagonisti del dibattito pedagogico nell’Italia giolittiana. Dopo la grande guerra divenne nel 1922 Ministro della Pubblica istruzione del primo Governo Mussolini e successivamente direttore della Scuola normale superiore di Pisa, fondatore dell’Istituto nazionale fascista di cultura e di altre importanti istituzioni culturali negli anni Venti e Trenta. Dopo l’8 settembre 1943 si schierò convintamente a sostegno della Repubblica sociale italiana e dell’alleanza con la Germania nazista, venendo infine ucciso da un commando gappista a Firenze nell’aprile del 1944. Una figura, dunque, che non può essere compresa attraverso letture unidimensionali, ma richiede di essere collocata nei contesti storici che ne hanno definito le scelte, le responsabilità e l’influenza”.
“In questa prospettiva, il volume di Genovesi offre un contributo particolarmente significativo, aprendo nuove prospettive di ricerca su un tema centrale della storia italiana contemporanea – termina il comunicato –. Spostando l’attenzione dal filosofo alla funzione politica esercitata dalla sua riforma scolastica, il libro mostra come la cosiddetta ‘riforma Gentile’ rappresentò uno degli strumenti attraverso cui il fascismo consolidò il proprio potere. Attraverso l’analisi delle reazioni suscitate dalla riforma nel mondo cattolico, socialista e fascista, nonché tra gli studenti universitari, il volume evidenzia come la scuola divenne uno dei principali terreni di confronto politico nella fase di consolidamento del regime”.
A dialogare con l’autore sarà Stefano Campagna, vicepresidente dell’Isgrec. Ingresso libero.

