Grosseto. “L’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge sul consenso informato rappresenta un traguardo storico per le famiglie italiane, una vera e propria vittoria che mette al centro la libertà educativa. Con questa norma andiamo a proteggere i nostri bambini e i ragazzi dall’invasione della propaganda gender nelle aule che il Pd e tutta la sinistra sta portando nelle istituzioni, restituendo finalmente ai genitori il diritto costituzionale, sacrosanto e prioritario, di educare i propri figli su tematiche delicate e complesse come l’identità di genere. Penso, ad esempio, al caso dei bagni con scritte ‘gender neutral’ installati all’Its Eat di Grosseto presso la Cittadella dello Studente, una vicenda surreale sollevata dal sottoscritto che, oltre alla cronaca locale, è rimbalzata con forza sulla stampa e sulle tv nazionali come emblema di questa deriva”. E’ quanto dichiara il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione bicamerale infanzia e adolescenza.
“Respingiamo con forza le narrazioni distorte e le strumentalizzazioni della sinistra – commenta Rossi -. Non è affatto vero che nelle scuole non si farà più educazione affettiva o sessuale: il Governo ha stabilizzato e reso obbligatorio l’insegnamento del rispetto, dell’empatia e delle relazioni in ogni ciclo scolastico. Inoltre, l’educazione sessuale biologica resterà saldamente nei programmi di scienze. La differenza, semmai, sta nella serietà: argomenti così cruciali per lo sviluppo dei minori devono essere trattati da medici e psicologi e personale qualificato, e non da attivisti esterni ideologizzati e spalleggiati da Pd e Cinque stelle, chiamati a imporre etichette astruse perfino sulle porte dei bagni”.
“Le istituzioni scolastiche – prosegue Rossi – non possono trasformarsi nel terreno di propaganda di una specifica concezione dell’identità sessuale o della persona, come purtroppo accade in molte amministrazioni locali targate Pd, pronte a finanziare progetti camuffati dietro le etichette della parità di genere. Dietro a questi si celano le solite dottrine gender. Noi non accettiamo zone grigie: la libertà educativa appartiene alle famiglie e non allo Stato, la scuola non deve essere uno strumento coattivo di rieducazione del pensiero, stile dittatura comunista e del politicamente corretto”.
“Con l’obbligo del consenso scritto preventivo, i genitori grossetani e italiani sapranno sempre cosa viene proposto in classe e nei laboratori dei propri figli, potendo scegliere in totale libertà ed evitando che le scuole si inchinino ai vezzi dell’ideologia imperante, che deve rimane fuori dalle scuole italiane”, conclude Fabrizio Rossi.

