Braccagni (Grosseto). Forte malumore tra i cittadini: l’associazione Pro Loco di Braccagni e Montepescali denuncia il collasso totale del servizio di medicina generale sul territorio.
Attraverso una massiccia raccolta firme (500 firme), i cittadini chiedono il ripristino immediato di un servizio sanitario dignitoso. La situazione è precipitata in seguito al trasferimento a Grosseto di uno dei due medici operanti nella frazione. Ad oggi, resta attivo un solo professionista con una presenza di sole due ore settimanali.
“Riteniamo inaccettabile che una frazione così popolosa venga trattata come un territorio marginalizzato – si legge nell’istanza inviata ai vertici della Regione Toscana e dell’Azienda Usl –. Due ore a settimana non costituiscono un servizio sanitario, ma un mero adempimento formale che ignora le necessità di cura di duemila cittadini”.
“Un ringraziamento particolare va a tutte le attività commerciali del territorio che hanno ospitato e supportato la raccolta firme – dichiara in una nota la Pro Loco -. In prima linea si è attivata la farmacia di Braccagni, che ha segnalato una situazione di profonda incertezza: molti cittadini sono già rimasti senza medico assegnato. Nonostante le rassicurazioni fornite dagli uffici Asl, che avevano garantito la permanenza della dottoressa uscente fino a settembre, i fatti dimostrano oggi una realtà ben diversa e decisamente più critica”.
La Pro Loco di Braccagni e Montepescali, in collaborazione con il Comitato di Montepescali, ha inviato una richiesta formale e urgente al presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore regionale alla salute Monia Monni, all’assessore regionale Leonardo Marras, ai consiglieri Lidia Bai e Luca Minucci, al sindaco di Grosseto e ai vertici della Usl Toscana Sud Est, chiedendo:
- “L’assegnazione immediata di un nuovo medico (titolare o provvisorio) con presenza strutturata in loco;
- il superamento della logica delle “poche ore”, garantendo una medicina di prossimità reale e non simbolica;
- la fine del depotenziamento dei servizi nelle frazioni, che penalizza gravemente anziani e disabili.
In assenza di risposte concrete e risolutive, la cittadinanza è pronta ad attuare ogni forma di mobilitazione civile per difendere il diritto costituzionale alla salute”.

