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Lidl, nuova giornata di sciopero: anche a Grosseto lavoratrici e lavoratori in mobilitazione

Uno sciopero fatto per continuare a rivendicare un contratto integrativo aziendale che riconosca davvero il valore del lavoro svolto ogni giorno nei punti vendita, nei magazzini e negli uffici

di Redazione
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Grosseto. Anche in provincia di Grosseto le lavoratrici e i lavoratori di Lidl Italia aderiscono allo sciopero nazionale proclamato per oggi, venerdì 18 luglio, e indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Uno sciopero fatto per continuare a rivendicare un contratto integrativo aziendale che riconosca davvero il valore del lavoro svolto ogni giorno nei punti vendita, nei magazzini e negli uffici.

Lo sciopero coinvolge oltre 23.500 dipendenti in tutta Italia. Il nuovo presidio, dalle 10 alle 12, questa volta davanti al punto vendita Lidl di piazza Marconi, arriva dopo l’ennesima rottura del tavolo nazionale con l’azienda, che anche nell’incontro del 10 luglio ha presentato proposte giudicate irricevibili: ancora nessuna apertura né sulla parte economica, né su quella organizzativa.

«È inaccettabile – dichiara Pier Paolo Micci, segretario della Filcams Cgil di Grosseto – che un’azienda con 7,5 miliardi di fatturato in Italia nel solo 2025, che negli ultimi 5 anni ha registrato oltre un miliardo e mezzo di utili netti, offra come “benefit” ai lavoratori solo 360 euro in 3 anni. 200 di questi, in buoni spendibili solo in Lidl».

«Le lavoratrici e i lavoratori meritano molto di più – prosegue Micci -, chiediamo un contratto integrativo vero, che garantisca salario aggiuntivo, buoni pasto, premio di risultato e tutele reali».

Il sindacato, al tavolo, ha chiesto:

  • l’introduzione di un premio di risultato equo;
  • una quota fissa aggiuntiva in busta paga;
  • il riconoscimento dei buoni pasto;
  • un’organizzazione del lavoro più equa e sostenibile.

«Nei negozi Lidl – aggiunge Micciquando si parla di contratti di lavoro, parliamo di contratti part-time per oltre il 70% degli assunti. Contratti part-time spesso cosiddetti “involontari” ovvero assegnati a lavoratrici e lavoratori che preferirebbero un contratto a tempo pieno, ma che subiscono forme di part-time “imposto” o “flessibile”. Con carichi insostenibili e scarsa valorizzazione professionale. Le cassiere, gli addetti al banco, i magazzinieri, ogni giorno reggono il peso di un colosso della grande distribuzione che fattura grazie al loro duro lavoro quotidiano».

«Dal 2020 al 2024 infatti – chiosa Miccil’incidenza del costo del lavoro sul fatturato di Lidl Italia è scesa dal 10,1% al 9,4%. Il fatturato per dipendente è cresciuto da 312mila a 344mila euro. Questo significa che i lavoratori stanno producendo di più ed è ora che l’azienda risponda con serietà».

Lo sciopero del 18 luglio si svolge sull’intera giornata lavorativa e coinvolge tutta la filiera Lidl: punti vendita, logistica e uffici. Rimane confermato anche il blocco di straordinari e supplementari.

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