Grosseto. Giovedì 5 giugno, alle 17.30, al Museo di storia naturale della Maremma, in strada Corsini 5 a Grosseto, Caterina Albana, docente di Storia e Filosofia al Liceo Rosmini di Grosseto, presenta il suo libro “I Gorgone. Storia di una famiglia messinese (1862-1962)”, edito da Effigi e nelle librerie da pochissimi giorni.
“L’opera, frutto di alcuni anni di ricerche e basata su fatti realmente accaduti, spiega come una famiglia siciliana, partendo dall’impresa dei Mille per arrivare fino alla ricostruzione dell’Italia del secondo dopoguerra, intrecci le proprie vicende agli eventi della storia d’Italia: la grande migrazione del primo Novecento, il terremoto di Messina, la prima guerra mondiale, l’affermazione violenta del fascismo, la seconda guerra mondiale, la battaglia referendaria del ’46“, spiega l’autrice.
Nel corso dell’incontro, Caterina Albana dialogherà la professoressa Sara Aprili, del Liceo Rosmini, mentre l’attore Francesco Tozzi leggerà alcuni brani del libro.
La sinossi
La vita di una famiglia siciliana, attraverso testimonianze ed immagini, sullo sfondo delle vicende storiche che vanno dall’Unità d’Italia fino al “boom” economico degli anni ’60, passando per la grande ondata migratoria del primo Novecento, il terremoto di Messina, la prima guerra mondiale, l’affermazione violenta del fascismo, la seconda guerra mondiale, la battaglia referendaria del ’46.
E’ questo, in estrema sintesi, ciò di cui parla il libro, la cui particolarità è che tutto quanto viene narrato è realmente accaduto, sicché, attraverso le vicissitudini dei Gorgone, molte vicende della Sicilia e dell’Italia intera possono essere rintracciate e meglio comprese.
L’impostazione è quella di un reportage, che mira a rendere note le vicende accadute con un linguaggio chiaro, dal taglio narrativo, arricchito da un ampio apparato iconografico; per non appesantire la lettura, si è scelto di non mettere note a margine, ma – nella parte finale – vi sono indicazioni precise sulle fonti ed un repertorio bibliografico (che include documentari filmati e siti web).
Non siamo di fronte ad una famiglia “importante”, ma di fronte ad una famiglia in cui molte altre possono riconoscersi; e nemmeno abbiamo di fronte la Sicilia tratteggiata da noti stereotipi: i Gorgone sono una famiglia del Messinese, che vive nel piccolo paese di San Piero Patti, nel nord-est della Sicilia; una famiglia comune, di piccoli proprietari terrieri, in cui svolgono un ruolo chiave il desiderio di istruzione e di miglioramento, la profonda religiosità, le relazioni complesse fra le varie generazioni, improntate ad un grande affetto ma non prive di forti contrasti e di conflitti. Intorno ai protagonisti principali, è decisivo il ruolo svolto dai luoghi, dalle usanze, da personaggi “minori”, da storie e persino antiche leggende.
La narrazione si articola in due parti: la prima, più breve, intitolata “Madri, padri, figli, figlie”, è dedicata ai protagonisti delle generazioni più lontane, Antonino Gorgone (nato nel 1862), sua moglie ed i loro figli; uno di essi, Salvatore (nato nel 1892), è uno dei protagonisti principali: nel 1913 emigra negli Stati Uniti, combatte nella 1^ guerra mondiale come soldato americano, torna in Sicilia, sposa sua cugina Anna e crea una piccola impresa commerciale. Accanto alle sue, vengono poste in rilievo le vicende di un fratello, anche lui emigrato ma poi scomparso in Argentina, e di due sorelle, che scelgono – contrastate dalla famiglia – la vita di clausura e muoiono entrambe in convento, prematuramente.
La seconda parte, più ampia, intitolata “Nipoti”, inizia sullo sfondo delle violenze fasciste, che si abbattono sul comune socialista affermatosi a San Piero Patti nel ’20; narra le storie della generazione più giovane, i figli di Salvatore e di Anna, un ragazzo e due ragazze, Nino, Giuseppina e Concettina, tutti nati negli anni Venti del ‘900, che trascorrono l’infanzia e la prima giovinezza vivendo intensamente la vita del paese, prima, quella del collegio, poi; devono quindi misurarsi con la guerra, alla fine della quale si trasferiscono a Palermo per completare i propri studi. Le loro biografie e, inoltre, quelle di persone loro vicine (in particolare, quelle dei futuri mariti delle due ragazze) consentono di conoscere bene gli anni Venti e i Trenta, poi le varie fasi della seconda guerra mondiale, dalla dichiarazione del 10 giugno del ’40 fino all’8 settembre del ’43, che vede questi giovani combattere nei Balcani e poi, al ritorno in patria, rifiutare l’arruolamento nella RSI e finire “sbandati” nelle regioni dell’Italia del centro-nord, mentre proprio da San Piero Patti passano prima i Tedeschi in ritirata, poi le truppe Anglo-americane.
Giunta la Liberazione, li ritroviamo impegnati nella lotta referendaria del ’46, a favore della Repubblica, nella quale ottengono uno straordinario (e, per il Sud, davvero inconsueto) successo, che fa di San Piero Patti uno dei pochissimi comuni filo-repubblicani dell’isola. E’ importante, inoltre, l’esperienza vissuta dai giovani Gorgone a Palermo, nel corso degli studi universitari, tra le macerie dei bombardamenti e le tensioni che sfociano, nel ’47, nella strage di Portella della Ginestra; tensioni che non impediscono, in particolare alle due ragazze, di entrare in contatto con grandi protagonisti del tempo come Benedetto Croce o il fisico Enrico Medi, allievo di Fermi. Giunge infine, con la Ricostruzione, la piena maturità di tutti questi giovani, uomini e donne: si sono diplomati ed anche laureati, lavorano in gran parte nella scuola, uno di essi è medico. Mentre escono di scena i protagonisti delle generazioni precedenti, essi consolidano le loro professioni, il loro spirito civico ed il ruolo attivo nella nuova Italia postbellica.
La storia è narrata, in prima persona, da una discendente (figlia di una delle “nipoti”), che ha ricostruito – grazie alle memorie annotate nel corso di un trentennio ed infine con alcuni anni di ricerche – lo sfondo storico su cui si sono mossi i protagonisti e le protagoniste delle vicende. Si tratta di una voce narrante discreta, che cerca di rendere più snella e personale la trattazione; questa voce collega, raccorda, e soprattutto ricorda, ma non inventa; il suo scopo è quello di far meglio comprendere ciò che è accaduto ai “veri” protagonisti, cioè le varie figure emergenti nelle tre generazioni di cui parla questa storia.

