Home FollonicaRimozione striscione “Verità per Regeni”, l’opposizione: “Dal sindaco nessuna risposta”

Rimozione striscione “Verità per Regeni”, l’opposizione: “Dal sindaco nessuna risposta”

di Redazione
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Follonica (Grosseto). “”Si chiedono al sindaco, alla Giunta e ai consiglieri delegati i motivi della rimozione dello striscione e se esso è stato temporaneamente rimosso, essendo quindi ricollocato sulla facciata del comune, o se si tratta di una rimozione permanente’. Domande semplici e dirette, formulate in chiusura della domanda d’attualità sulla rimozione dello striscione di Amnesty International, alle quali ci aspettavamo risposte altrettanto dirette e trasparenti”.

A dichiararlo sono i consiglieri comunali di opposizione a Follonica.

“Siamo costretti – commentano i consiglieri di opposizione – a riformulare le medesime domande all’amministrazione comunale, visto che oggi in Consiglio non abbiamo avuto risposte, ma abbiamo ascoltato un intervento del sindaco che, invece di chiarire, ha attaccato l’opposizione con toni da campagna elettorale, che hanno poco di istituzionale.

Il mistero permane sui motivi che hanno portato la maggioranza a rimuovere lo striscione, senza nessun atto a supporto della scelta, e sui tempi di ripristino, sempre che ci sia la volontà di farlo, dello stesso striscione.

Troviamo assolutamente fuori luogo, grave e fuori contesto che un sindaco, invece di rispondere alle facili domande delle opposizioni, utilizzi il Consiglio comunale come momento per un’invettiva contro le opposizioni stesse, accusate di non avere lucidità e di voler strumentalizzare la vicenda. Le nostre sono semplici domande e nelle democrazie mature il ruolo delle opposizioni è quello di vigilare e chiedere spiegazioni, nella massima trasparenza e nel rispetto dei ruoli; non c’è da stizzirsi per questo, né da arroccarsi dietro una presunta doppia morale che il sindaco ci ha accusato di avere.

‘Cosa abbiamo fatto in questi anni a supporto delle battaglie per la verità e la giustizia in questi anni?’: ci chiede il sindaco. E ciò che abbiamo fatto pubblicamente è facilmente riscontrabile: si va dal lavoro congiunto con le scuole per la diffusione dei valori della legalità, ai progetti, sempre in collaborazione con le scuole, del Teatro Fonderia Leopolda, dall’impegno in Avviso Pubblico, la rete degli Enti locali per la legalità, alla denuncia pubblica del ruolo dell’Italia, e in particolar modo dell’azienda Leonardo, partecipata del Ministero dell’economia e delle finanze, nella vendita di armi all’Egitto e ad altri stati che limitano le libertà personali d’espressione.

Sarebbe bastato partecipare ad una qualsiasi delle celebrazioni del 25 aprile di questi anni, o alla manifestazione successiva alla strage di via Matteotti, o al presidio sotto il Comune per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, per saperlo, ma ahimè dell’attuale maggioranza nessuno era presente, sindaco compreso“.

 

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