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Laguna, il Pd: “Il Comune insabbia il dissenso”

di Redazione
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Orbetello (Grosseto). “L’amministrazione comunale ha deciso di insistere nella sua intenzione di agire contro coloro i quali hanno osato denunciare le condizioni in cui si presentava il territorio in occasione della moria di pesci nella laguna”.

A dichiararlo, in un comunicato, è il Pd di Orbetello.

“Ed infatti, con Delibera di Giunta del 6 agosto scorso, viene deciso di ‘procedere all’affidamento di un incarico a un legale di fiducia affinchè valuti se esistano i presupposti per agire presso tutte le competenti sedi giudiziarie nei confronti dei responsabili degli atti lesivi indicati nelle premesse (ossia delle presunte ‘notizie non veritiere riferite all’amministrazione comunale’ che si sarebbero ripetutamente susseguite sugli organi di stampa e sui social, in particolare Facebook, ndr) – prosegue il comunicato -.Tale atto evoca alla memoria il celebre ‘Editto di Carnevale’, ossia la Delibera del 7 febbraio 2024, con la quale i cittadini venivano ammoniti del fatto che l’amministrazione avrebbe agito ‘in tutte le sedi competenti, anche ai fini risarcitori, per tutelare l’immagine, la reputazione e l’onorabilità di tutti gli amministratori comunali nell’esercizio delle loro funzioni a fronte di qualsiasi atto lesivo e diffamatorio divulgato a mezzo stampa, social media, social network e comunque via web’. Ora come allora, valgono le medesime considerazioni”.

“Non serve certo una delibera per stabilire ed attuare quanto già previsto dalla Legge, per cui ancor oggi è lecito (perché sì, è lecito) chiedersi: qual è la causa in concreto che si cela dietro questi atti? Siamo tutti ben consapevoli di quanto è accaduto ad Orbetello nel corso del mese di luglio, così come non è stato possibile fare a meno di notare l’atteggiamento assunto dall’amministrazione e dal Sindaco in persona, il quale, alla vigilia del 25 luglio, escludeva che si fosse in presenza di una moria, nonostante fossero già manifeste (ed ampiamente segnalate) tutte le condizioni necessarie per la sua esplosione, avvenuta proprio il 25 luglio – prosegue il comunicato -.Se è vero, come è vero, che una moria si è poi verificata e che la stessa ‘è stata addirittura peggiore del 2015’ (parole dell’On. Fabrizio Rossi), come è possibile accusare i cittadini d’aver diffuso notizie false? L’evidenza dei fatti ci parla di 78 tonnellate di carcasse di pesce raccolte e di una dichiarazione di emergenza regionale, con conseguente stanziamento di fondi straordinari da parte della Regione Toscana, senza considerare tutti quegli ulteriori effetti che ogni persona dotata di organi di senso era in grado di percepire senza a tal scopo la necessità di leggere o sentire notizie”.

“Ed ancora, dalle segnalazioni dei cittadini non appare emergere alcuna intenzione di diffondere informazioni false, né di danneggiare i propri concittadini o l’onorabilità degli amministratori o della comunità, bensì quella di gridare un allarme dinanzi ad una catastrofe e, dopo il disastro, quella di lamentare l’atteggiamento svalutativo che era emerso dalle comunicazioni dell’amministrazione. È dunque auspicabile che l’intento annunciato dall’amministrazione farà la fine delle lacrime nella pioggia, anche se lascerà dietro di sé una scia di amarezza. È infatti avvilente assistere a questa ingiusta guerra fratricida, fatta di cittadini messi gli uni contro gli altri, tra chi è stato accusato d’aver diffuso notizie asseritamente false e chi avrebbe subito danni a causa dei primi, anziché a causa dell’evidenza dei fatti – termina il Pd -. E, soprattutto, permane l’amarezza data dalla constatazione di come tale situazione di conflitto sia stata alimentata dalla stessa amministrazione, che, ancora una volta, ha profuso uno sforzo nel tentativo di insabbiare il dissenso e di scoraggiare il legittimo esercizio del diritto di critica. ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’. (Articolo 21 Costituzione italiana)”

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