Roccastrada (Grosseto). “Noi come ‘Roccastrada Progressista’ abbiamo perso, ma più che noi hanno perso l’occasione tutti quei roccastradini che avevamo invitato ad una ‘partecipazione’ di governo o di controllo sull’operato dell’amministrazione comunale”.
A dichiararlo è Mario Gambassi, candidato a sindaco di Roccastrada per la lista “Roccastrada Progressista”.
“Inutile nascondere la nostra delusione sul risultato, ma soprattutto sulle continue lamentele della gente antecedenti alle elezioni – continua Gambassi -: sui servizi dell’apparato comunale , sulla mancanza dei medici, sulla manutenzione delle strade urbane e rurali, sulla tenuta dei cimiteri, sugli investimenti fatti, sulla tenuta dei paesi in generale. Possibile che sia bastato ‘un po’ di rossetto e di profumo’ prima delle elezioni, come il taglio dell’erba dappertutto, qualche marciapiede rifatto, qualche buca coperta, l’inaugurazione dell’opera ‘faraonica’ delle scuole di Ribolla, ecc…. a far cambiare idea ai roccastradini?”.
“Abbiamo vissuto una campagna elettorale ostile nei nostri confronti, con qualche mezzo di comunicazione contro e soprattutto qualcuno ci paventava lo spauracchio che avremmo favorito la coalizione della destra, ma noi avevamo un nostro programma ben preciso, condiviso e scritto insieme ai cittadini, un programma sobrio con le radici fondanti sulla trasparenza e la partecipazione – sottolinea Gambassi –. Ringraziamo chi ci ha sostenuto, tutti i componenti della lista. Faremo di sicuro autocritica: è giusto chiedersi se siamo stati troppo semplici noi o troppo creduloni i nostri concittadini a quanto è stato promesso loro. La tentazione sarebbe tanta di dedicare loro la frase di quel famoso poeta toscano che fu esiliato. Il nostro rammarico non è tanto sul risultato delle elezioni comunali, che non ci vedono rappresentati dentro il Consiglio, ma soprattutto dal risultato delle europee. Su questo vogliamo essere critici verso i nostri concittadini di Roccastrada. Un popolo che si ritiene di ‘sinistra’, ma la maggioranza ha votato per quei partiti (soprattutto Fratelli d’Italia) che sostengono la guerra, che hanno speso denari pubblici per gli armamenti a discapito degli investimenti della sanità pubblica, hanno sostenuto chi ha promesso il taglio dell’accise e non l’ha fatto, e che stanno portando il Paese allo sbando e soprattutto alla perdita dei diritti fondamentali”.
“Rifondazione Comunista e Movimento 5 Stelle, gli unici partiti che, oltre ad essere sempre a favore degli ‘ultimi’, sono sempre stati contro l’aumento spese degli armamenti e contro le guerre, con il simbolo di una ‘colomba’ e con la scritta ‘pace’ , le croci su questi simboli potevano essere molte di più – termina Gambassi -. Come ‘Roccastrada Progressista’, o meglio la sua composizione, andrà avanti insieme o divisi, questo lo decideremo in futuro, ma sempre con gli stessi obbiettivi: trasparenza, partecipazione, concretezza, soprattutto diversità e rinnovamento”.

