Follonica (Grosseto). Lo spettacolo “Tarabaralla”, della compagnia Mayor Von Frinzius, organizzato dalla Commissione politiche di genere in collaborazione con Unicoop Tirreno sezione soci di Follonica, è organizzato per giovedì 16 maggio alle 21.15, al Teatro Fonderia Leopolda di Follonica.
Lo spettacolo è inserito tra gli eventi della Primavera del Volontariato. Entrata libera.
Lo spettacolo
Dopo 28 anni di attività, la compagnia Mayor Von Frinzius di Lamberto Giannini è ancora pronta a stupire il proprio pubblico (e non) con un nuovo emozionante spettacolo.
“Tarabaralla – ci vuole coraggio a lasciarsi” è frutto del lavoro di un intero anno di laboratorio teatrale tenuto almeno due volte a settimana: la regia è firmata Lamberto Giannini, Rachele Casali e Silvia Angiolini, con la direzione di palco di Francesco Pacini, ed a calcare il palco sono circa sessanta attori, disabili e non, di qualsiasi fascia d’età, a partire dai 16 anni. Come ogni spettacolo Mvf, anche “Tarabaralla” si sviluppa come la scaletta di un concerto pop nella quale monologhi emozionanti si alternano a coreografie e divertenti sketch. Centrale è il tema dell’abbandono, esplorato in diverse ed affascinanti sfaccettature, ma sempre con la voglia di guardare avanti e lasciare il peggio alle spalle.
Un’opera ampiamente introspettiva quella di quest’anno, che attraversa le anime di tutti e tre i registi smascherando punti deboli, emozioni, paure … quelle emozioni e quelle paure che sembrano tanto terrificanti quando vengono provate, ma che trovano sollievo grazie all’incontro con l’altro ed alla condivisione. Una vera e propria catarsi, uno scavarsi dentro, un turbinio di vento che ti attraversa, scaccia via le nuvole e ti riporta alla luce, ma anche un susseguirsi di risate e momenti estremamente spassosi.
La regia di Mayor Von Frinzius è una regia a sei mani e dunque spesso durante il processo creativo i ruoli si incrociano, ma anche quest’anno potremo prevalentemente ascoltare musiche scelte da Rachele Casali, testi scritti da Lamberto Giannini ed osservare i movimenti coreografati da Silvia Angiolini. Dirompente è la bravura degli attori, sia di quelli più storici che dei nuovi arrivati, in quanto i primi portano avanti il proprio percorso di crescita da anni, mentre i secondi, piantandosi in un terreno già fertile e rigoglioso, beneficiano del lavoro degli altri come se anche loro avessero vissuto la stessa storia.
“Chi non può vivere il proprio amore porta con se un dolore indicibile, inenarrabile ed incomprensibile, per questo maschera tutto con il sorriso – dichiara Lamberto Giannini -. Ci vuole coraggio a lasciare. Quando le anime si sono rapite a vicenda, il senso di appartenenza è totale, è come sentire la propria gamba, testa, mano … e poi non sentirla più. Perché quando hai trovato un equilibrio arriva l’anemos, il vento che sconquassa, e allora occorre capire che l’anima è in fuga da se stessa, da quella storia, da quello sguardo, occorre uscire lentamente, in punta di piedi. Se hai amato capisci che per chiudere una porta devi farlo con tanto amore, producendo un inevitabile dolore, ma evitando che sia una coltellata. Se chi non ama più non trova il coraggio, tocca a chi ancora è rapito aiutarlo a lasciarti, ed è questo l’esercizio più doloroso che l’esistenza ci chiede, ma utile per avere curiosità di se stessi. Chi sarò io dopo di te? Chi sarò io dopo i Mayor? Nella mancanza di riposta nasce la curiosità del futuro”.


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