Amiata (Grosseto). La squadra del progetto “Social-Cast” è al lavoro, sul Monte Amiata sono iniziate le attività di un nuovo progetto che si muove nel solco delle attività di agricoltura sociale.
Questo progetto, denominato “Castanicoltura sociale – Social-Cast” si inserisce nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Toscana – Bando della sottomisura 16.9 “Diversificazione attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare” – Annualità 2022, ha una durata di 12 mesi si rivolge a 16 utenti che presentano varie forme di difficoltà o svantaggio.
Per far decollare le attività è stata costituita una Rti (Rete temporanea di imprese) composta da 6 partner, che sono la Cooperativa di comunità Il Borgo di Montelaterone (comune di Arcidosso) che è anche capofila, Il Quadrifoglio sociale cooperativa sociale di Arcidosso, l’azienda agricola di Francesco Monaci, che si sviluppa sui comuni di Castel del Piano e Seggiano, la società agricola Amandula (Castel del Piano), l’Università di Pisa con il Dipartimento di Scienze veterinarie e il Dagri dell’Università di Firenze. Il costo complessivo del progetto è di 183.132 euro, in parte finanziato.
Il progetto
L’obiettivo generale del progetto è la sperimentazione e lo sviluppo della castanicoltura sociale come strumento di diversificazione integrata nei territori montani come quello amiatino, attraverso la strutturazione di una rete integrata fra servizi sociali, soggetti della ricerca e mondo agro-rurale. In particolare, si individuano le aziende castanicole professionali e i castagneti da frutto coltivati come siti esclusivi per la sperimentazione e la diversificazione agro sociale, partendo dal fatto che i castagneti sono dei “boschi parco” adatti anche al “forest bathing” e quindi altamente idonei all’accoglienza inclusiva dei soggetti svantaggiati; per i castanicoltori, invece, è fondamentale diversificare le fonti di reddito, proprio per il mantenimento della loro attività, a seguito delle problematiche produttive determinate dai cambiamenti climatici.
“Questo progetto – spiegano gli ideatori – prova ad inserire ed integrare alcune aziende agricole castanicole nel comparto dell’agricoltura sociale a supporto della rete dei servizi e del territorio. Questo sarà possibile farlo solo se si riesce a valorizzare maggiormente la castanicoltura da frutto da un punto sociale ed economico. Non meno importante è promuovere modalità innovative d’inclusione di soggetti a più bassa contrattualità che vivono sull’Amiata e favorire la crescita del sistema d’impresa castanicolo, anche attraverso la diffusione di attitudini imprenditoriali orientate verso la responsabilità sociale e l’attenzione nei confronti del territorio e delle sue risorse (paesaggistiche, umane, immateriali e culturali)”.
In maniera ancora più specifica l’obiettivo è incrementare tra i soggetti partecipanti l’autonomia, le abilità relazionali e manuali, potenziare le competenze comunicative, cognitive ed espressive della persona.
“I ragazzi sono stati individuati grazie a un lavoro sinergico tra servizi sociali che operano sul territorio e le due cooperative amiatine – commenta Giovanni Alessandri, tecnico di Agricis -. Saranno divisi in due gruppi e avranno la possibilità di avvicinarsi alle attività agricole che riguardano la castanicoltura. Lo faranno con l’aiuto dei castanicoltori e di educatori professionali. Per i castanicoltori si tratta invece di relazionarsi con attività per certi aspetti nuove e allo stesso tempo complementari al lavoro classico”.

