Massa Marittima (Grosseto). “La mozione del Pd scippa un’iniziativa proposta da Fare e sostenuta in modo concreto, con la raccolta delle firme, da parte di tutti i soggetti politici di opposizione su un tema, quello del ritorno a un distretto di zona, che contraddice proprio la scelta che i sindaci, allora tutti di matrice Pds o satelliti dei Dem, fecero nel giugno del 2017”.
A dichiararlo è Daniele Gasperi, del Pci delle Colline Metallifere.
“La mozione, invece che essere costruita con una larga condivisione, è fatta propria dal solo gruppo di maggioranza e, con un linguaggio tutto politichese, avanza alla Regione un invito a valutare l’ipotesi di tornare al distretto e potenziare l’ospedale – spiega Gasperi -. La proposta avanzata dalla sola maggioranza dà più l’idea di uno specchietto per le allodole che rinvia a chissà quando, con tutti i forse e i si vedrà, un bisogno reale e viene fatta a ridosso delle elezioni amministrative. Ma fino ad oggi, ci viene da chiedere, dov’era questa maggioranza quando da anni si sono denunciati i problemi sui servizi sanitari e riduzioni che hanno portato ad un impoverimento dell’offerta ai cittadini? Si vuole fare come la vipera di Trilussa, che ormai vecchia e sdentata si vuole redimere e pentire dimenticandosi del male fatto prima e, nel caso della sanità, di quanto sottratto al territorio e ai cittadini negli anni precedenti, con tagli che sono sotto gli occhi di tutti”.
“Sono stati presentati emendamenti che sono l’unica via di uscita per dare un minino di credibilità e correggere una mozione che può avere senso solo se diventa più chiara e incisiva e diventa la mozione proposta dal Consiglio e non da una parte ed inserita in un contesto territoriale cui fanno parte i Comuni della zona – sottolinea Gasperi –. Sul tema della sanità non si possono avanzare proposte fumose, ma devono essere presentate richieste chiare dettate dai bisogni di un comprensorio che vive già altre crisi che riguardano la tenuta demografica e lo sviluppo economico, basti pensare alla crisi della Venator a Scarlino, a quella delle acciaierie di Piombino e alla piccola e media impresa messe in ginocchio. Queste richieste, per essere forti e credibili, devono raccogliere un consenso ampio e trasversale esteso a tutti i soggetti politici e istituzionali della zona e vedere pure un’alleanza con Grosseto, che non deve essere accusato di fare proprie le risorse dell’ospedale delle Colline Metallifere, ma avere diritto di funzionare come presidio provinciale, così come deve funzionare per i cittadini il presidio delle Colline Metallifere. Una mozione che deve essere condivisa da tutti i Comuni perché servizi territoriali e ospedalieri non sono priorità del solo comune di Massa Marittima, ma di tutto un comprensorio che va anche oltre i confini zonali”.
“Per questo deve essere sostenuta anche con il coinvolgimento e l’espressione delle parti sociali, delle associazioni di volontariato come Misericordia, Cri, Casse Mutue e di quanti hanno a cuore la tenuta complessiva di un comprensorio dove i servizi sanitari sono parte fondamentale per la tenuta demografica e lo sviluppo economico – continua Gasperi -. Ricordiamo che la costituzione della mega Società della Salute fu una scelta non condivisa, non partecipata, approvata da soli sindaci nel giugno 2017 che arrivò, alla fine del 2017, nei Consigli senza alcuna discussione preventiva, almeno così è stato in quello di Massa Marittima. Tutto questo ha portato alla perdita di autonomia del presidio ospedaliero, declassato a stabilimento di Grosseto. Ci sono stati tagli con riduzione di posti letto, oggi dimezzati, e sempre meno personale sanitario. Per citare alcuni esempi citiamo quanto successo alla pneumologia, dove i medici si sono quasi estinti e i posti letto passati da 12 e 2, riservati ai casi più semplici, e si è proseguito con la radiologia prima e per la chirurgia e ortopedia recentemente.
“Così per il territorio, con meno medici di famiglia, pediatri e una continuità assistenziale sempre più povera come la specialistica territoriale. Tutte attività passate da continui tagli attuati dalla Regione, con un silenzio assordante degli enti e della politica locale e promesse mai realizzate come le Case della Salute, contrabbandate da investimenti milionari sulle strutture e non sul potenziamento di personale e attività – termina Gasperi -. Una mozione ha senso se vi è concretezza nelle richieste e vede un’ampia condivisione e partecipazione del territorio, che sulla sanità deve avere una sola voce”.

