Grosseto. “Credo che la violenza sia una serpe silente che s’insinua dentro le coscienze tramite mezzi oggi molto, molto popolari”.
A dichiararlo, sulla sua pagina Facebook, è il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
“Si diffonde sui social, tappezzati di ogni genere di nefandezza; prospera nelle tivù, inondate da programmi spazzatura; risplende nei testi delle canzoni dei trap e altri falsi miti – spiega il sindaco -. È, insomma, figlia di una società decadente, che ha schiantato i valori tradizionali e ha frantumato le basi della cultura, dell’educazione, del civismo. Insomma, la colpa di tutto, a mio parere, non è nello stereotipo patriarcale, ma esattamente nella perdita di antichi valori. Lo dico da uomo, da padre, da sindaco. Occorre maggiore rispetto per le persone. Serve agire nelle scuole, là dove si formano le menti di chi diverrà un adulto. È in quel contesto che si deve incidere”.
“Al tempo stesso, è indispensabile che ognuno, dentro casa propria, trasmetta ai propri figli un messaggio chiaro, inequivocabile, granitico: la violenza è sempre sbagliata. Lo è anche quella psicologica, lo sono gli atteggiamenti aggressivi, lo è il mordere l’anima del prossimo nascosti da dietro una tastiera da pc o lo schermo dello smartphone. È violenza il prendere in giro il prossimo, il bullizzarlo o semplicemente deriderlo, il tendere a emarginarlo. Sono tutti comportamenti deprecabili. È violenza anche quella che costruiscono alcuni mentecatti che si professano influencer: seguiti da migliaia di persone, vomitano violenza verbale. Ecco, anche da questo nasce la violenza. Su questo, e non sulla presunta vocazione patriarcale di Giorgia Meloni, dovremmo riflettere – termina Vivarelli Colonna -. Io la vedo così”.

