Home AgricolturaRaccolta delle olive a macchia di leopardo: “Sono gli effetti del cambiamento climatico”

Raccolta delle olive a macchia di leopardo: “Sono gli effetti del cambiamento climatico”

Le cooperative del territorio guardano avanti e investono su nuovi punti vendita e degustazione

di Redazione
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Grosseto. Raccolta delle olive, tempo di primi bilanci per le cooperative del territorio: «Quest’anno registriamo una situazione a macchia di leopardo, nel complesso stimiamo una diminuzione nelle quantità che tocca quasi il 50%, ma con grandi differenze. Ci sono zone che hanno retto bene e altre duramente colpite da siccità e forti escursioni termiche, sono gli effetti del cambiamento climatico sulle produzioni agricole – spiega il presidente di Confcooperative Toscana Sud, Mario Marchi -. La qualità dei nostri oli è buona, merito sia del territorio sia del sistema cooperativo che negli anni ha contribuito ad alzare l’asticella dei prodotti toscani».

Le cooperative sono infatti un punto di riferimento ed un traino per l’economia delle comunità: «Ancora una volta vediamo che nei momenti di maggiore difficoltà lo spirito mutualistico dei soci e la progettualità sono fondamentali per superare i problemi e guardare avanti».

«Quest’anno le olive hanno sofferto la siccità, la pioggia tardiva ha portato solo un lieve miglioramento. Mentre l’anno scorso abbiamo raccolto 12mila quintali, quest’anno arriveremo con difficoltà a 6mila, con una qualità comunque buona – il presidente della cooperativa agricola Pomonte, Graziano Chelli, fa il punto della situazione -. Per superare i tempi difficili bisogna guardare avanti: tempo fa abbiamo installato un impianto fotovoltaico che l’anno scorso ci ha permesso di mantenere competitivi i nostri prezzi nonostante i rincari. Nei prossimi mesi, una volta terminato l’iter burocratico, inizieranno i lavori per un punto di degustazione vicino alle Terme di Saturnia che raccoglierà anche i prodotti di eccellenza delle altre cooperative di zona. Si aggiunge al punto vendita di San Quirico di Sorano e a quello di Roccalbegna, recentemente ristrutturato»

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