Grosseto. Elena Deserventi e il suo “Sassi e piume” sono i protagonisti del nuovo appuntamento con l’aperitivo letterario.
Giovedì 26 ottobre, alle 18.30, nella chiesa dei Bigi del Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura, torna la rassegna organizzata in collaborazione con l’associazione Letteratura e dintorni, nell’ambito del progetto “Grosseto città che legge”.
Partecipare all’aperitivo letterario costa 5 euro (3 euro per i soci di Fondazione Grosseto Cultura): il ticket comprende una degustazione di vini della cantina Le Pupille e l’ingresso alle mostre, tra cui “Giosetta Fioroni e la collezione Caponi” e l’esposizione della Settimana della Bellezza, “Porte aperte del Paradiso. Le Madonne con bambino di Francesco Badile e Ugo Riva” nel Museo Luzzetti. Inoltre, il biglietto dà diritto di accesso al museo anche in un altro giorno a scelta dell’utente. È consigliata la prenotazione, scrivendo a prenotazioni.clarisse@gmail.com o chiamando il numero 0564.488066.
Elena Deserventi
Elena Deserventi, di origine piemontese e di adozione maremmana, ha insegnato fino al 2011 italiano e latino al Liceo scientifico e classico di Grosseto: al centro dell’incontro il suo ultimo libro “Sassi e piume” (Lepisma Floema, 2023).
«Questo percorso poetico che Elena Deserventi ci propone – dichiarano gli organizzatori –, mette il lettore nelle condizioni di approfondire il concetto di “senilità” che non è uno status in cui i desideri si affievoliscono, ma è lo stato in cui il desiderio si invera quando ci si rende conto di non poter fare a meno dell’altro: il partner, i figli, i nipoti, la natura, la memoria. Nella poesia della Deserventi, tutte queste determinazioni fenomeniche si tengono insieme con un’unica parola: amore. Già dalle prime battute di questo libro si evince un totale affrancamento da ogni vissuto senza però che questo significhi rinunciare a vivere quanto meno in una sorta di iperuranio onirico (“Nessuna meta morti i sogni”i, scrive l’autrice). La dimensione del sogno è l’intelaiatura lirica in cui ormai quest’ultimo non è una alternativa alla vita reale, ma la desinenza della parola “bisogno”. Nella poesia dell’autrice si sogna per una sorta di necessità vitale, per continuare a esistere in un luogo in cui la verità svela solo l’inconsistenza delle cose reali».

